Recensioni

Come si comportano i cinque di Newcastle al secondo album, ovvero la ghigliottina che in questo inizio 2007 ha già falciato Bloc Party e Kaiser Chiefs, Rakes e Arctic Monkeys? A fronte di A Certain Trigger, esordio carino ma non particolarmente esaltante di due anni fa, i Maximo Park sembrano aver mantenuto quel piglio originario che allora ce li faceva apparire freschi quanto basta, anziché subire – come i nomi citati sopra – un pesante restyling da parte della produzione (che, in ogni caso, ha il suo peso: Gil Norton, già negli annali per il suo lavoro coi Pixies).
E a questo punto si potrebbe anche rivalutare la fatica precedente, se il suo lascito sono fragranti power pop alla Jam / Ultravox! come Girls Who Play Guitars o The Unshockable; al contempo, Paul Smith e i suoi cercano di superare la formula imboccando la strada della ballata indie-wave, segnando una buona manciata di punti con le vibrazioni Smiths / R.E.M. di Nosebleed e Books From Boxes e le dolcemente eighties Your Urge e Sandblasted And Set Free, mentre certi testi acuti e ficcanti fanno degnamente il loro lavoro. Il singolo Our Velocity, con le sue parodistiche movenze Devo, alla luce dell’intero set pare più un depistaggio (o l’estremo sberleffo emul, fate voi), così come A Fortnight’s Time, che pure conta su un ritornello di sicura presa; perplessità sorgono piuttosto quando spuntano inattesi vocalizzi alla Eddie Vedder (Russian Literature, Parisian Skies) o flash emo (Karaoke Plays); roba da sgranare gli occhi allibiti, ma sono solo attimi, in fondo. Fatti due conti, Our Earthly Pleasuressmuove le acque quanto basta, aggiungendo prospettiva, il che non guasta mai. Non si poteva chiedere di meglio ai Maximo Park, a ben pensarci…
Amazon
