• Giu
    15
    2015

Album
OU

Aut Records

Add to Flipboard Magazine.

«La musica di un mondo possibile, dove le macchine sono ormai patrimonio arcaico e fanno semplicemente parte del folklore umano», dove è possibile e anzi perfettamente normale che «un laptop ed un sitar si incontrino in riva a un fiume, e inizino una jam su antiche formule». Leggendo le note stampa che accompagnano il disco potrebbe essere assai facile storcere il naso, prospettando un magari suggestivo ma superficiale bignami di facili esotismi conditi da ricamini elettronici per suonare attuale e very cool. Male, anzi molto bene, perchè fortunatamente non è affatto questo il caso.

Le atmosfere intessute dall’«artista multimediale» Bob Meanza e dal sitarista Filipe Dias De sono sicuramente colte alla perfezione da quanto citato poco fa, ma lungi dai due è il proporre la paventata, modaiola minestrina di arpeggini folk e beat molto dancey, molto indie e molto stantii. Qui c’è una reale e assai densa urgenza di ricerca, di fare e di provare attraverso il suonare, in un disco solido e intelligente che si divide tra arcaismo e innovazione, ma senza fratture o dissonanze, dove tradizione e sperimentazione convivono e si compenetrano con una grande naturalezza. In questo senso OU riesce perfettamente nel suo intento, mostrando senza ombre una peculiare e definita identità sonora e plasmando un immaginario acustico preciso e personale. C’è un’elettronica entusiasmante, figlia tanto di reminiscenze limpidamente techno, quanto di fluttuazioni e modulazioni di stampo più ambientale e “cosmicheggiante”, e c’è uno spiccato afflato di primitivismo che si traduce in sitar svolazzanti ma concreti e inserti percussivi tribaleggianti che inducono spesso a momenti di trance dal respiro quasi rituale.

Uniforme e ben calibrato, l’album scorre senza mai sfociare in picchi emozionali gratuiti, e si tiene sapientemente a debita distanza da facili concessioni troppo moody; è invece lampante nei suoi solchi una sincera ricerca espressiva che si accompagna ad un’innegabile padronanza della materia e dei propri mezzi. Ascolto per nulla facile, badate bene, ma che confermando un facile stereotipo sa ben ripagare in proporzione all’attenzione concessagli.

23 Settembre 2015
Leggi tutto
Precedente
Hooton Tennis Club – Highest Point In Cliff Town
Successivo
Peaches – Rub Peaches – Rub

album

artista

Altre notizie suggerite