• Giu
    22
    2018

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Universal

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Blue Karaoke è il classico disco del tipico luogo comune: se Mecna piace lo si amerà, altrimenti non farà cambiare idea. Lui è sempre lui; magari aumenta l’autotune, e le sue canzoni tristi sono sempre un pochino più tristi, ma anche se da Disco Inverno un’evoluzione c’è stata, si è trattato di naturali e coerenti cambiamenti piuttosto che di inaspettati stravolgimenti. Un po’ di stizza nel volersi smarcare da chi continua a riportarlo lì fa capolino di disco in disco; già in Lungomare Paranoia diceva «Patetici, gli ascoltatori ormai si aggrappano al primo disco che hai fatto / Le tue prime sedici / Come se fossero l’oro che gli hai colato addosso / Senza sentire quanto odio ci metti nel prossimo» (Vieni Via). Ora in Senza di Me riprende la cosa: «Io che alla musica ho già dato tipo Disco Inverno / Che sembra quasi che mi debba poi fermare a quello».

Per gli amanti delle etichette più facilone è stato da sempre fin troppo rapido venderlo come il Drake italiano, vuoi per il minimo comun denominatore delle produzioni e vuoi per il crescente autotune, ma il mood è diametralmente opposto: Drake è il miliardario-principessa che si lagna perché è solo con i suoi dollaroni e i suoi rapporti sono sfalsati dai troppi soldi che ha; Mecna invece è il tuo amico che ce l’ha fatta ma resta easy e molto alla mano, e il suo malinconico scazzo esistenziale è un languido crepuscolarismo condito da un po’ di sana ed esibita misantropia («Io no, io no, mi stanno sul cazzo un po’ più persone / L’immagino tutti fallire, è questa la mia perversione», da Tu e Io).

Musicalmente si spazia abbastanza, dalle ballatone con un rapping più serrato (Ottobre Rosso con Ghemon) a scampoli di compassata ballabilità: la solita dancehall surgelata con stagliuzzamenti di vocine pitchate in Senza di Me (ma occhio all’inaspettata coda), l’house clubbara di Non Sono Come Te, e numeri dance come la bal(n)earica Un Drink o Due. Le produzioni sono sempre abbastanza esaltanti, e le melodie dei ritornelli sono un po’ tutte indovinate il giusto, orecchiabili ma mai troppo intuitive (vedi Pratica o Hotel). Nonostante a lui l’estate faccia schifo, è il disco che ti metti in cuffia per la passeggiata serale. Va benissimo così.

28 Giugno 2018
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