• Ott
    01
    2011

Album

Monkeytown Records

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Rieccoli i Modeselektor, l'anarchia techno fatto duo. All'inizio era la lallazione breakbeat promossa a regola in Hello Mom!, poi la piega rave/fidget-house di Happy Birthday, sempre inseguendo bizzarre ma convincenti teorie glitch-hop. Poi è mr. Apparat a dargli una ripulita per il bel Moderat, mentre si accumulavano i segnali di un sempre maggiore avvicinamento al dubstep, con compilations come la Body Language vol. 8 e la Modeselektion dell'anno scorso. E non erano solo innocenti indizi, perché è bastato vederli al MeetInTown 2011 per scoprirli in una furbissima tenuta dub-bass che metteva da parte il loro stile in favore della moda del momento. Qualcosa che si può accettare da un dj britannico alle prime armi ma non da due come loro, che una propria personalità l'han sviluppata.

E oggi la faccenda è ancora più confusa. Tutti i nodi possibili vengono al pettine, e in Monkeytown si può rintracciare di tutto, dalla house electro/acid mai decollata di Grillwalker agli effluvi dubstep di una Blue Chords che è più un interludio che una partenza, dallo scazzo electro-hop dell'Anti Pop Consortium in Humanized ai fiocchetti mainstream gentilmente offerti da Miss Platnum nella pepata Berlin. E a dar man forte arrivano anche il fan dichiarato Thom Yorke, con due pezzi – Shipwreck e This – in pieno stile King Of Limbs che di Modeselektor hanno lo zero assoluto, e l'amicone Apparat che offre chitarra e ultime derivazioni post-rock in War Cry.

Del sound Modeselektor che conosciamo rimane pochissimo: praticamente solo l'electro-house severa e inflessibile di Evil Twin, che fa scopa con il singolo del 2009 Black Block, e l'unico brano davvero degno di nota, Pretentious Friends, l'autismo fidget che incontra il vigore rap di Busdriver, volumi altissimi e godimento garantito. Quando si dice "fare le cose con convinzione". Tutto il resto in Monkeytown è fuori fuoco e senza un progetto condiviso, con tanti tratteggi ma senza il disegno complessivo a dargli senso. Questa è anarchia espressiva? No, questo è un gran pastrocchio.

3 Ottobre 2011
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