Recensioni

5.7

L’idea che la maggior parte dei lavori post-rock possano rappresentare colonne sonore ideali ha trovato riscontri pratici in una gamma enorme di rappresentazioni, da pellicole mute (Il Fuoco dei Giardini Di Mirò) a quelle da sala (il film Friday Night Lights con musiche a firma Explosions In The Sky). I Mogwai, arrivati alla terza sonorizzazione – le precedenti sono il lungometraggio Zidane, A 21st Century Portrait e l’esecuzione della soundtrack di The Fountain a firma Clint Mansell –, si spostano dal grande al piccolo schermo per la serie tv d’oltralpe The Revenants, con musiche composte ad hoc prima del girato seguendo una generica indicazione tematica sugli zombie proposta dagli autori. Il risultato di questo lavoro ha poi creato il mood sul quale lavorare per la vera e propria sceneggiatura.

Le quattordici tracce del disco sono episodi melliflui su linee melodiche portanti di piano e synth, accompagnate da leggere percussioni e talvolta da soffici carillon di xilofoni (Hungry Face, Portugal). Il tutto è sospeso in una tensione che non sfocia mai nel climax di distorsioni a cui la band ci ha sempre più abituati nel corso della sua evoluzione discografica. Esecuzioni che ricordano da lontano – se non altro per la forma canzone – Happy Songs For Happy People pur non contenendo la stessa sostanza, con una portante malinconica spesso tramutata in angoscia (Jaguar, This Messiah Needs Watching).

Les Revenants è un disco che non cattura l’attenzione, se non inquadrando ogni brano nel contesto visuale per il quale è stato creato. Il materiale non regge il confronto, in termini di spessore, né con le uscite passate degli scozzesi (meno di mestiere rispetto a questa), né con precedenti illustri come potrebbe essere un lynchiano Twin Peaks: confrontato al tema di Angelo Badalamenti, Hungry Face conserva il medesimo panorama algido ma non la stessa capacità di straniamento.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette