Recensioni

7.1

Il canovaccio riprende esattamente da dove era stato interrotto alla fine di Mazes, il buon esordio lungo di quasi due anni fa. Da allora, Ripley Johnson e Sanae Yamada non se ne sono stati con le mani in mano: un paio di cd-r, qualche 7" split (ottimo quello con Psychic Ills, sempre per Sacred Bones), una coppia di 12" (l'Horror Tour e il single sided High Over Blue) più l'operazione gemella del citato full-length Mazes Remixed, con gli affini Sonic Boom, Cave, Psychic Ills a deturpare la psichedelia rumorosa del duo.

Passi minori, si penserà, ma che invece in realtà nascondono molto del senso ultimo di Circles e del Moon Duo in generale: l'innata affezione per un mondo pieno di circolarità e reiterazioni, la passione per la ciclicità, il gusto per il monocromo trovano il giusto spazio, specie in momenti dilatati come i 20 e passa minuti di High Over Blue. Ma anche nei lavori "di canzoni" – e Circles lo è a pieno diritto – la forza del duo risiede nella ipnotica, devastante, inacidita, dopata dipendenza dalla reiterazione in loop delle istanze portate avanti, nel corso del tempo, da virgulti del calibro di Suicide, Silver Apples, Loop, Spacemen 3 and so on.

Dopotutto, un lavoro chiamato Circles, influenzato da un saggio di Ralph Waldo Emerson sulla ciclicità e l'importanza della circolarità nella natura – "the eye is the first circle; the horizon which it forms is the second; and throughout nature this primary figure is repeated without end" le prime, illuminate parole del IX Essay – non può prescindere dalla reiterazione di figure sonore risentite quanto si vuole, ma sempre intrippanti. Che poi si converrà che pochi sono gli elementi di stacco dal canovaccio: qualche melodia vocale meno ossessiva, una certa voglia di allargare gli orizzonti dalla cupezza di genere, qualche limitrofa assonanza con attitudine surf-garage reminiscente gli Stooges di 1969 (Free Action) e addirittura con certa slackerness madchesteriana (una Trails da indolenza quasi Stone Roses) ci dicono di un tentativo di smarcatura dal cliché di genere. Roba che al secondo tentativo lungo si fa apprezzare ed è un buon viatico per il futuro. Poi che dal vivo siano uno dei gruppi che più spaccano in assoluto, è un altro par di maniche.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette