Recensioni

Secondo full-length per il duo composto da Ripley Johnson dei Wooden Shjips e Sanae Yamada, questa volta per Souterrain Transmissions in Europa e Sacred Bones negli States. Chi si aspettava una mera replica del debutto Escape (uscito su Woodsist esattamente un anno fa) avrà qui di che ricredersi e rimanere stranito.
Se l’opener Seer sembra vergata dal Kurt Vile più lisergico, il giro surf della title-track chiarisce subito come Mazes intenda indagare una nuova declinazione dell’astrattismo sonoro della coppia di San Francisco. Impressione che viene confermata dai riff grattugiati in stile Monks/Trio di Run Around, In The Sun e Goners che sembrano sottratti alla più minimalista delle garage band dei ’60 o – meglio ancora – degli ’80 e su cui i nostri applicano nuovamente il tappeto di divagazioni psych/kraut di scuola Neu!/Spacemen 3 che li ha caratterizzati fin dai primi EP.
Un album più solare dunque, più diretto e in ultima analisi più pop/rock, in cui il Duo tenta, con successo, di svecchiare le influenze più sperimentali in favore di un garage-surf psichedelico. Scelta che, se lascerà basiti i fan più integralisti del cosmic sound, farà breccia nella voglia di estate del pubblico indie che non mancherà di presenziare alle imminenti date del tour europeo.
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