Recensioni

6.8

Per chi scrive i Moostroo – trio chitarra-basso-batteria riconducibile a Dulco Mazzoleni, Francesco Pontiggia e Igor Malvestiti – sono uno degli esperimenti musicali più intriganti usciti in Italia negli ultimi anni in ambito post-punk. Appuntiti e avvelenati come richiedono i tempi grami in cui viviamo – ascoltatevi il singolo Silvano Pistola compreso nell’omonimo esordio, per farvi un’idea – i Nostri sputano rime baciate su un suono grezzo e ritmicamente travolgente, in cui cogli, oltre all’impatto immediato dei timbri, fondamenta “adulte” dal punto di vista dei testi.

Un’attitudine “cantautorale” che fa il paio col groove del basso onnipresente, e che in Musica per adulti si concede il lusso di allargare gli spazi e gli orizzonti tematici. Eros e sentimenti, quindi, e non solo uno sparare a zero contro tutto e tutti, in un quadro che parte dal più (Spolpami, Oblio) o meno (una Sul ciglio che parla di prostituzione) privato, arrivando fino alla società (la splendida Usura, con Luca Barachetti – già Bancale e Barachetti-Ruggeri – al testo e alla voce, ma anche la “gaberiana” Lacci). Il risultato è un buon disco, forse meno tagliente e conciso rispetto al predecessore, più elaborato e riflessivo (Regalami, col violoncello di Leonardo Gatti), ma non troppo diverso dal punto di vista musicale (notevole, in questo senso, anche il brano Ostinato Amore). Detto comunque che il terreno su cui i Moostroo ci sembrano più a loro agio resta quello più rumoroso e accidentato dell’invettiva.

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