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7.2

Tu chiamali se vuoi outsider. Oppure, semplicemente, Giancarlo Frigieri e i Mosquitos sono gente che ama fare rock prima che stare nel cono di luce, ragion per cui questo incontro – piuttosto imprevedibile a dire il vero – alla fine suona parecchio naturale. Ascolti In Love e ti immagini l’atmosfera nello studio, il riconoscersi a pelle indovinando la direzione delle vibrazioni nel momento stesso in cui sterzano, chiudendosi in un compartimento stagno dove regna un’intensità che è l’unica cosa che conta, scrigno che si basta col suo inafferrabile tesoro di sincerità liberatoria.

In ragione di ciò, non stupisce che il principale riferimento sia Mr. Howe Gelb, non tanto per lo stile e il mood (comunque talora immediatamente riconducibili al menestrello di Tucson, vedi Courage In Thrift Account e la title track) quanto per quel senso di calda frugalità, per quel fare che si nutre di rapporti umani prima che professionali, e siano benvenute le imperfezioni nel caldo intreccio delle corde (una Rickenbacker, una Gibson, una Gretsch e un basso Fender: una quadratura timbrica che non si fa mancare nulla).

Capita così che per ogni gravità (il ballatone Neil Young a cuore nero di A Ship) ci sia una sbrigliatezza (quella Mr. Carelesness che spedisce i Lambchop sul furgoncino del jingle jangle), ad ogni ombroso languore (il Lou Reed immerso nel vernel di She Sticks Like Glue) faccia eco un guizzo ruvidello (una Pravda che rimesta da qualche parte tra Sebadoh e Steely Dan), espiando – si fa per dire – le dolciastre evasioni La’s (The Matchless Dream Of An Unsuitable Romeo) e Blue Ash (Horoscopausen) con l’ovattato profluvio psych della conclusiva Like Aliens.

Gran bel disco. Che fa ben sperare anche per il prossimo lavoro solista di Frigieri. Imminente e – gosh! – in italiano.

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