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6.2

I Motorpsycho che ci avevano abituati dagli esordi fino a buona parte degli anni zero a cambi repentini e a capriole camaleontiche di disco in disco, non esistono più. È assodato.

Si può datare facilmente, e senza ricorrere al radiocarbonio, il momento in cui il duo allargato di Trondheim ha deciso di mettere fine alle migrazioni di genere: 31 marzo 2008, giorno dell’uscita di Little Lucid Moments. Da quel momento in poi, salvo qualche sconfinamento da escursione domenicale (vedi Still Life With Eggplants), i psychos hanno preferito alle giumente pop e rock di album come Phanerothyme, It’s a Love Cult e Let Them Eat Cake, la bestia dello space-psychedelic-prog-rock, infilandosi con euforia nei wormhole e nei buchi neri tanto cari agli Hawkwind.

The Crucible, non fa naturalmente eccezione. Ep solo di facciata, visto che sono tre tracce ma dura ben quaranta minuti, l’ultima fatica di Snah, Bent e Thomas Järmyr (alla sua seconda partecipazione dietro i tamburi dei Motorpsycho) è un prodotto decisamente più a fuoco rispetto a The Tower e sicuramente meno ambizioso, con tracce ben strutturate (Lux Aeterna presenta interessanti momenti crimsoniani) e ispirate. La sensazione di fondo però è che anche questo lavoro in studio altro non sia che l’ennesima scusa per una nuova tournée, ormai unica incarnazione davvero imprescindibile per la formazione.

In sostanza, The Crucible è un discreto dischetto, sicuramente meglio di The Tower, certamente, ma ancora lontano dagli standard a cui i Motorpsycho ci avevano abituati.

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