Recensioni

A pochi mesi da Parastrophics, album che segnava il ritorno sulle scene dopo svariati anni d’attività parallele e collaborazioni, i Mouse On Mars si riaffacciano sulla Monkeytown dei Modeselektor con una sorta di spinoff di quella prova, WOW.
Se il predente lavoro cercava d’aggiornare il caratteristico massimalismo sonico del duo, quest’ultimo sforzo, prodotto seguendo un approccio il più possibile spontaneo e di petto, vede i tedeschi posizionarsi in area wonky con tutto il corollario di beat, bit e filtri derivati. I contribuiti dichiarati da parte di Eric D. Clarke, l’artista Dao Anh Khanh (gli sparuti urletti incisi all’Hanoi studio sono suoi) e la punk band argentina Las Kellies sono giusto delle note di folclore. La tracklist è al 100% figlia di un marchio che, ancora una volta, tenta lo svecchiamento anche con APP musicale (Wretchup) d’imminente commecializzazione su ITunes e, di fatto, usata per la composizione delle tracce.
Con MYH a piazzarsi con successo tra Bibio e Hudson Mohawke sotto lente vintage-balearic, PUN a giocare stancamente con gli acquerelli post-glo, APE a trafficare con l’afosità meticcia delle produzioni Flying Lotus e altre tracce a pasturare il lato tech di Parastrophics (la micro acid da videogame di ACD con tanto di 303 filtrate), WOW non si divincolerà dai difetti dell’ultima fase dei Mouse On Mars (CAN) eppure un minimo di freschezza e genuinità lo dimostra. Per la serie, Jan e Andi in studio si divertono e divertono.
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