• Ott
    01
    2010

Compilation

Die Schachtel

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Più che un manifesto un vero e proprio monumento. Le dimensioni innanzitutto: 10 cd (più un dvd) per 10 progetti più o meno estemporanei che sono una vera e propria cartina al tornasole della scena improvvisativa italiana. A scorrere i nomi si ha già la dimensione del tutto: Xabier Iriondo, Francesco Dillon, Ossatura, Andrea Belfi, Massimo Falascone, Elio Martusciello e moltissimi altri, prestano le loro musiche in modalità rigorosamente impro alla label che, per estetica ed etica, meglio rappresenta il panorama italiano.

L’onore dell’apertura spetta ai napoletani A Spirale con Viande, 12 pezzi untitled che si muovono tra jazz inform(al)e e concretismi dall’animo rock. La nenia rock-autistica della quinta traccia, i contrappunti del sax di Gabola nella nona, il free-jazz starfuckersiano della penultima non sono che esempi di un sentire musicale libero, insieme sempre ostico e in tensione. Dietro Amp 2 troviamo Gandolfo Pagano (chitarra), Dario Sanfilippo, Domenico Sciano, Antonio Secchia (tutti al laptop) e Andrea Valle (percussioni) quintetto che sposta l’asse verso l’impro-elettronica da laptop. Hopeful Monster consta di 5 pezzi in cui l’elettronica riduazionista si fa collage sonoro multiforme, aiutata da una notevole predisposizione al ritmo. Fratturato e frantumato, continuamente in coazione coi live-tronics dei tre pc, trova nella lunga opener Parent-Explains la sua migliore forma.

Cambio di atmosfere radicale con 11h15:Local Weather Forecast a nome Amuleto, ovvero Francesco Dillon e Riccardo Wanke. Ci si sposta sul versante di un minimalismo dilatato e volatile (Mind The Gap Pt.2), di matrice droning (il crescendo di Final Del Juego) via via sempre più spettrale. La conclusiva Cani Neri è di una evanescenza encomiabile. Su panorami decisamente più avant si muove l’accoppiata Xabier Iriondo-Roberto Sassi sotto le mentite spoglie di An Experiment In Movement. L’interazione tra la celebre mahai metak autocostruita per il lungocrinito e le chitarre di Sassi crea immaginari landscapes fatti di corde in opposizione dolce/aspro (The Earth Abstracted…) o pieno/vuoto (la prima parte di Wreckage in Gaddani), lontano da qualsiasi cosa del genere si sia sentita negli ultimi anni.

In Territori, accreditato a Ligatura (Alessandro Giachero, piano, Maurizio Rinaldi, chitarra, Andrea La macchia, contrabbasso e Fabrizio Saiu, percussioni), ci si muove sul crinale tra contemporanea e jazz cameristico meno conforme, in cui la ricerca sul suono è funzionale alla creazione di un “estemporaneo processo di rappresentazione di un territorio”. Impro-psicogeografia? Da parte loro, i veterani Ossatura (Elio Martusciello al computer, Fabrizio Spera alle percussioni, Luca Venitucci al piano) si fanno accompagnare dal clarone di Gene Coleman e dal violoncello di Marina Peterson. Nata per “investigare le connessioni tra suono elettrico e acustico”, la line-up si muove intensa nelle 4 lunghe tracce tra flusso di coscienza elettroacustico (Non Prima) e contemporanea più astratta e colta (Non Più).

Fabrizio Spera è protagonista anche in Thau, in cui condivide la scena con la cantante Sabina Meyer, coi fiati di Hans Koch e col basso di Paed Conca. Ambito di riferimento principale è, giocoforza, quello della sperimentazione vocale, tanta è la forza attrattiva della vocalist svizzera. L’apporto degli strumenti però non è secondario, muovendosi agile tra lande avant-, concretismi e contratture ritmiche camusiane. In For Tumbling, Andrea Belfi e Attila Faravelli, in arte Tumble, vanno di interazione tra computer/giradischi, il primo, e batteria/elettronica, il secondo. Un procedere ipnotico (Trampoline) e tentacolare (Gymnastic Apparatus) che ha nella stratificazione ritmica – afro, dub, kraut, ecc. – la sua spina dorsale e che si fa apprezzare per eclettismo e originalità.

Ancor più corposa l’esperienza Wintermute (Xabier Iriondo accanto alla batteria di Cristiano Calcagnile e ai sax di Massimo Falascone). Episodio più latamente rock del lotto, mette in scena singulti e sbuffi tra art-rock claudicante (Neuromancer) e impro-jazz deragliante (Molly, The Razorgirl), per un album corrosivo e compatto. In Elliptical – Fotopartiture Per Tre Improvvisatori, Marco Ariano, Elio Martusciello e Gianfranco Tedeschi aka Xubuxue interagiscono coi visuals di Pietro D’Agostino nell’accluso dvd per una perfetta dimostrazione del legame genetico tra elettroacustica d’avanguardia e ricerca visiva concettuale.

Musica Improvvisa è un vero e proprio monumento alle musiche altre, un laboratorio in cui esperienze ed estetiche differenti dialogano per riplasmare la musica dal di dentro. In un parola, un capolavoro.

28 Gennaio 2011
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