Recensioni

Il passo precedente la svolta. Il momento prima del crack definitivo. La materia che si va deformando fino al suo stravolgimento. Questo è Souls At Zero, il disco del pre-bomba. Quello in cui il sestetto di Oakland si stacca dal pur vario hardcore evoluto di The Word As Law e naviga verso un futuro che cambierà la concezione stessa di musica dura. In Souls At Zero si introducono i prodromi di quello che maturerà in via definitiva in Enemy Of The Sun stravolgendo il senso stesso del termine hardcore.
Allargandone i confini, espandendone la percezione, proponendo una via sofferta e sentita all’apocalisse in divenire. Un urlo bestiale, una agonia. Prendete la title track: capolavoro di realizzazione post-hc inscatolata in una struttura a specchio crescente nella prima parte e decrescente nella seconda. Circolarità e apocalisse. Tensione e rilascio. Storm and stress.
L’architettura sonora del sestetto è ormai lontana dagli assalti straight in your face degli esordi. A Chronology For Survival, Sterile Vision, Takeahnase, giusto per citare qualche titolo, hanno un peso specifico mostruoso, un impatto devastante e una lucidità di intenti che lascia basiti per come apre le porte a ciò che verrà in seguito. Non solo all’interno della poetica post-apocalittica dei Neurosis, ma dell’intero movimento delle “musiche dure”. In una parola, uno dei migliori gruppi estremi che abbia visto la luce nell’ultimo quarto di secolo.
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