Recensioni

6.8

Per freschezza e spirito dei tempi, i New Age Steppers rappresentarono nell’immediato dopo Slits e Pop Group, il collettivo ideale nel quale fondere ideologia comunitaria e sonorità contaminate. La lievitazione di tutto il calderone sonico che Adrian Sherwood, Mark Stewart, Ari Up e tanti altri (Style Scott e George Oban degli Aswad, il jazzista purosangue Steve Beresford, Viv Alberatine sempre delle Slits, Vicky Aspinall delle Raincoats, Charles “Eskimo” Fox, ecc…) avevano sperimentato sulla priopria pelle. Un misto di ribellismo punk e cultura rastafari via soundsystem, con una buona base di dub, sample concreti e tocco tellurico à la PiL.

Per Ari Up, l’esperienza del collettivo e l’amicizia con Adrian iniziata nel 1978, fu cruciale. Lo step intermedio prima di far sparire le proprie tracce e di rifugiarsi con marito e figli prima in Indonesia e Belize, infine in Giamaica. Durante tutto questo tempo i due vecchi amici s’erano ripromessi di lavorare assieme a un nuovo album e così, dopo aver riformato le Slits nel 2004 ed aver inciso un album solista (Dread More Dan Dead), Ari incrocia il vecchio amico e incide Conquer, uno di quei pezzi Bhangra con inserti Gypsy, reggae e sapori arabi da sbattere in faccia a M.I.A e a tutte le dive trans world da alta classifica.

Vecchia bestia, Ari. E’ tornata com'era e ha energia da vendere. Eppure il destino ha altri programmi e le recapita un cancro che se la porterà via in ventiquattro mesi. Lei, invece di fermarsi, accelera. Suona in giro per il mondo con le Slits e al traballare dell’organico tiene in piedi la band, a tutti i costi; affianca Lee Scratch Perry e incide a New York il 7'' Hello, Hell is Very Low (probabilmente l'ultimissima traccia registrata); chiede a Sherwood di seguirla in Giamaica per l’album che sarà il suo statement finale. Love Forever …Ari: la forza di questa donna morta a quarantotto anni con i dread lunghissimi e le sneakers ai piedi in un disco battagliero, beffardo che sa anche essere scuro e rassegnato.

Contrariamente ai New Age Steppers originali, il sound dell’album è incentrato sulla cantante, responsabile di tutto il drum programming e i synth. Ad accompagnarla Denise Sherwood, N. Coplowe, Skip McDonald, Dave Wright, Filipe Tavares, Ghetto Priest e Adamski, ma senza di loro il risultato sarebbe stato probabilmente lo stesso. E’ tutto Ari in prima linea e l'Adrian sound. In My Nerves canta “infermiera sto peggiorando, sto peggiorando”. Sotto ci mette un woodoo hardcore e i suoi tipici ululati indiani. Micidiale. Love Me Nights si butta su una buona pop song inframezzata da rappato e battuta in levare. Poi è sempre bello sentirla scherzare nella sua lingua originale, il tedesco (The Scheisse Song, la canzone della merda, un simpatico giochino reggae per lallazioni e gag mittel) o sperimentare su territori sci fi techno (Wounded Animal) non distanti da VCMG.

Proporio come il disco delle Slits, anche quest’album cala nella seconda metà, specialmente nei momenti più meditativi (The Last Times), tuttavia, diversamente da Trapped Animal, il merito sta nella coerenza. Ari non gioca a fare la Spice. Non vuole dimostrare nulla a nessuno. Questa è la sua musica e la sua casa. Ci mancherai non poco.

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