Recensioni

7.3

Non ci stupiremmo se l’esordio dei Niagara vi suggerisse il nome dei Drink To Me. Del resto entrambe le formazioni sono di Torino, entrambe bazzicano una psych-tronica tutta synth e atmosfere sognanti di ispirazione Animal Collective e il Davide Tomat qui presente – cinquanta per cento dei Niagara, l’altro cinquanta risponde al nome di Gabriele Ottino – è stato pure il produttore del Brazil pubblicato dagli stessi Drink To Me nel 2009. Tomat che, oltre a militare in questo di progetto, suona nei N.A.M.B., fa uscire dischi a proprio nome come il 01-06 June pubblicato lo scorso anno ed è impegnato in una miriade di altre collaborazioni a tutti i livelli.

Dopo un EP uscito nel 2012 sempre su Monotreme, i Niagara esordiscono sulla lunga distanza con un Otto che rivela uno sguardo piuttosto curioso sulla materia. L’impostazione è comunque meno ortodossa e diretta rispetto a quella dei concittadini, tanto che in mezzo al classico tripudio di synth si finisce per citare un pop quasi beatlesiano (Etacarinae), un misto di folktronica e melodie espanse di pinkfloydiana memoria (Eight), derive ambient peculiari (E.V.A.), un breakbeat cosmico in salsa kraut (Galaxy Glacier) e una psichedelia molle non troppo distante, nella concezione generale, da certe idee dei Jennifer Gentle (la conclusiva Love Me Love Me).

Il punto di congiunzione tra i vari immaginari è una sorta di humus lisergico e onnicomprensivo à la Flaming Lips – adattato ovviamente ai canoni estetici dei Nostri – che contribuisce a destabilizzare e a rendere più flessibile una formula potenzialmente stereotipica, vista la diffusione a tutte le latitudini del sound di riferimento. In Otto invece non ci si annoia mai, i brani lavorano di cesello e il sound mantiene, anche sulla lunga distanza, consapevolezza, trasversalità e una freschezza che non crederesti possibile.

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