Recensioni

La buona notizia è che il filone del cantautorato romantico che abbina lo sleep notturno alle voci suadenti sembra non voler smettere di esprimere talenti. L’ultimo in ordine cronologico è questo ventitreenne dal Colorado, all’anagrafe Winston Yellen, che si fa chiamare Night Beds. E fin dalla ragione sociale e della copertina di questo esordio dedicato al sonno in campagna ci fa capire di che cosa ci riempiremo le orecchie per la durata dell’album. Il lato bucolico fa capolino nel sottofondo di grilli a 22, canzone grondante sentimento e buona per addormentarsi riconciliati con il mondo. La seguente Borrowed Time, però, lascia intendere meglio che altrove, con il suo incedere da ballo country, che le radici non sono da ricercarsi in Bon Iver, ma nel Ryan Adams di Gold e Love Is Hell.
Tutto il disco è intriso di una tensione da giovane-con-il-cuore-spezzato: vedi un titolo come Was I for You?, un sentimento che ci siamo chiesti tutti se ci siamo meritati o un’illusione della giovinezza che ora non riusciamo più ad afferrare. Con quella voce educatissima che in Cherry Blossoms lascian inerpicarsi in un “take me home” infinito, Winston Yellen è pronto per spezzare il cuore della schiera di ragazze da Instagram. Ma relegarlo al ruolo di cantautore romantico da cameretta potrebbe essere un errore. Perché in questo esordio, pur imperfetto, c’è altro. A cominciare dall’atmosfera Settanta di Wanted You in August, che pare una versione quasi allegra di un vecchio brano di Mark Everett prestato all’orchestrazione, le ascendenze Beach Boys che traspaiono nell’attacco di Ramona, che riesce nel non sappiamo quanto voluto intento di sposare i Mumford & Sons con lo Scott Walker degli anni Sessanta (dalle parti di Mathilda, per intenderci). Da non sottovalutare.
Amazon
