• mar
    02
    2015

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Sour Mash Records

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Cosa aspettarsi da Noel Gallagher? Che faccia Noel Gallagher anche nel 2015. Dopo aver segnato l’epoca del britpop e aver consegnato alla storia alcune tra le più memorabili canzoni degli ultimi 20 anni, il più grande dei fratelli Gallagher dimostra di essere ancora in splendida forma e di mantenersi su uno standard piuttosto alto, nonostante alcune clamorose autocitazioni. Chasing Yesterday, questo il titolo della sua seconda prova solista – che lo vede cimentarsi anche nella veste di produttore – non cambia l’estetica che ha rappresentato un marchio di fabbrica fin dai tempi degli Oasis: Lock All The Doors ha circa 22 anni ma non sembra sentirli affatto, con quel mood da perfetta b-side uscita da (What’s The Story) Morning Glory?, così come You Know We Can’t Go Back, che potrebbe provenire da una session di Be Here Now.

Che finisca per avvicinarsi ai Doves più raffinati (The Right Stuff) o faccia il verso a sé stesso, il cantautore sembra comunque onesto nei confronti del suo pubblico: nella sua seconda prova solista infatti Noel Gallagher sceglie di tornare al passato, in una rincorsa che finisce per parafrasare il titolo del disco. Non è un caso che siano proprio i singoli i momenti meno riusciti, forse perché maggiormente legati a una recente produzione trend oriented già emersa con il primo disco (in particolare, Ballad Of The Mighty è una variazione sul tema della precedente Aka…What a Life!).

Poi ci sono le ballate, quelle di pregevole fattura che erano solite essere le b-side degli album degli Oasis, Be Here Now e Standing On The Shoulder Of Giants: se Noel Gallagher avesse messo insieme tutta quella produzione parallela, sarebbe uscito fuori un disco fortemente ispirato. E infatti il cantautore mancuniano sembra aver ricongiunto la sua scrittura proprio a quel periodo (The Dying Of The Light, la miglior canzone del disco, o The Girl With X-Ray Eyes, dove gli perdoniamo un riferimento un po’ troppo evidente a Hotel California degli Eagles).

Noel Gallagher non assomiglia più a nessuno: non agli Oasis, non a un Richard Ashcroft solista e nemmeno a una specie di Ian Brown più rilassato. Noel Gallagher è semplicemente un marchio di fabbrica: prendere o lasciare.

2 marzo 2015
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