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Israeliana e molto politicizzata, Noga Erez debutta su City Slang con un disco atteso e forse a tratti un pochino discontinuo; non mancano però diversi sprazzi cangianti e quantomai (inco)raggianti che mantengono le attese ben al di sopra del livello di guardia e, tirandone le somme, questo primo passo resta una prova positiva.

Il visino da simil Keira Knightley e la patina arty faranno facilmente innamorare ogni hipster serio, con un live a bordo piscina e uno nel museo di Gerusalemme a disposizione per sciogliere i cuoricini. D’altro canto, la Erez lega indissolubilmente immaginario distopico e corrispettivo strettamente musicale, giocando su un iper-realismo in HD ora pestone e militante, ora più sognante e dilatato. È un mix cosmopolita e meticcio, contaminato e à la page, che incorpora scorie post-rave e gli immancabili rullantini surgelati ed asettici della trap, come nella super banger Dance While You Shoot, qualcosa di filo-wonky (Globabl Fear) e anche morbidezze un po’ più gentili (Worth None).

La palette è varia e alcuni numeri sono davvero buoni (Toy, Pity, Noisy e la title track); le si perdonano quindi in scioltezza un paio di episodi meno ispirati, che ci sono ma, come detto, non nuocciono al risultato complessivo.

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