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Old Fashioned Lover Boy è un ragazzo di Napoli trapiantato a Milano e reduce da un’esperienza di band negli Abulico, con i quali ha realizzato due album. Dopo una lunga pausa, forzata dai casi della vita, torna con questo progetto solista di stampo alt-folk, cantato in inglese e basato sull’essenzialità degli arrangiamenti. Con The Iceberg Theory, uscito per Sangue Disken/Sherpa Records, l’artista sembra incarnare in musica la legge di conservazione della massa, secondo cui nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: eppure il modo in cui i fragili componimenti musicali di OFLB riescono ad avvolgere l’ascoltatore è decisamente convincente.
A partire dal singolo Your Song, passando per le atmosfere rarefatte di Desolate e quelle lo-fi legate al primo Justin Vernon con Smile, è tutto un viaggio malinconico ed etereo attraverso il macro genere del folk nordico, spingendosi fino ai territori dell’alternative country e persino dello shoegaze, con incursioni in sonorità dichiaratamente anni ’80 (il singolo Barracudas). L’album è stato interamente registrato, missato e masterizzato al Wami Lab Studio di Napoli da Stefano Bruno, che ha operato anche in veste di produttore: il suono è spoglio ma ampio, richiama distese canadesi lasciate in ombra, anfratti di luce da cui fuoriescono melodie subito riconoscibili.
La voce svetta sulle note alte (Stay Away), così come una scrittura emotiva che non lascia spazio a compromessi o mode; i riferimenti sono molteplici e toccano Neil Halstead, Mojave 3 e Sigur Rós. The Iceberg Theory potrebbe risultare pesante alla lunga, ma solo perché c’è una profonda coerenza di fondo che lega tra di loro le 7 canzoni: un filo nordico, una sottile linea rossa che marca questo disco come un caso a sé stante, subito riconoscibile. Che di questi tempi non è poco. Old Fashioned Lover Boy riprende la lezione del folk rivisitato, iniziata un po’ di anni fa, e quella dell’indie music dei paesi scandinavi, rielaborando tutto sulla base della propria sensibilità. Tutto si trasforma, perché nulla si distrugge.
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