• giu
    01
    2015

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Tremoloa

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Esistesse la categoria “outsider che uniscono ricerca e sperimentazione con follia e ambizioni pop”, di sicuro i due Ooopopoiooo non solo ne farebbero parte, ma probabilmente sarebbero tra i migliori esponenti, se non addirittura i portabandiera. Tutta questa tiritera per dire che in questo lavoro Vincenzo Vasi e Valeria Sturba, prevalentemente ai theremin (moog e supreme, rispettivamente) ma polistrumentisti in grado di suonare basso, violino elettrico e acustico, ukulele, elettronica, tastiere, giocattoli e quant’altro possa venire in mente (per non parlare dei numerosi ospiti presenti, tra cui Enrico Gabrielli e Edoardo Marraffa), riescono nella mirabolante impresa di far coesistere dimensione pop e velleità sperimentali, ricerca sonora e dadaismo infantile, rielaborazione di una tradizione popolare ormai perduta e dispersione nel mare magnum dell’avanguardia più o meno radicale.

Si spiegano così le curve a gomito, gli spigoli, le inversioni di marcia, i frizzi e i lazzi disposti lungo i 13 brani di questo omonimo esordio, tra omaggi colti (una Stabat Mater di G.B. Pergolesi resa giocosa e aliena figura da library sixties), rimandi cinematografic-jazzati (una Crystal Ling che porta i marziani di Mars Attack sul palco fumoso di qualche oscuro jazz-club degli anni ’50), grottesche auto-celebrazioni (Mister Theremin, piccola pièce teatralizzata tra voci bambinesche e avant-pop deformato, con Zeno De Rossi alla batteria), strambe partiture a metà tra il dub giamaicano disseccato e il melò nostrano (Dj Bimbo), musica per soundtrack immaginarie (la stramba e mutevole lounge di How Do You Feel To Be In Love With A Ghost? che parte quieta e poi deraglia in una sorta di dance storta e alienante).

Pochi esempi di un procedere musicale storto e trasversale, tanto astruso quanto eccitante, privo di barriere e basato su libere associazioni di idee che, per quanto bislacche, hanno un loro senso e vanno a formare l’architrave “alla Gaudì” di un album convincente nel suo essere perennemente borderline tra il qui e un altrove poco identificabile.

6 Luglio 2015
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