Recensioni

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Bassista e cantante nei notevoli The R’s, Pietro Paletti arriva al disco d’esordio dopo l’EP Dominus pubblicato a gennaio 2012. La scusa per la deviazione solista è un cantautorato piuttosto trasversale, moderno nel senso di contaminato (più o meno alla maniera di un Edipo), con tanto di retroterra stilistico ben riconoscibile ma non troppo ingombrante.

Tra synth, sezione ritmica solida e tiratissima (ottimo il lavoro in fase di produzione di Sergio Maggioni) e chitarre elettriche, spunta Franco Battiato nell’iniziale Cambiamento, si annusa il reggae su certe batterie fisiche in Portami Via (i Clash non sono poi così lontani), si dialoga tra Max Gazzè e Battisti in Senza volersi bene. Sempre consapevoli del fatto che i rimandi servono a indirizzare la scrittura, non a soffocare l’inventiva, una massima resa esplicita dal rock sintetico (e addomesticato) di Mi son scordato di me, dai riferimenti al suono della band madre in Angelina e dall’iniziale pianoforte e voce di Fantasmi.

Paletti è bravo, soprattutto a giocare con certe derive pop irresistibili ma intelligenti, con un fattore ritmico sempre presente e capace di garantire personalità al materiale e con una ricchezza negli arrangiamenti che non è mai ostentazione. Venticinque minuti di divertimento assicurato, lontani da un edonismo fine a se stesso e sintonizzati su un sound sufficientemente contemporaneo.

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