• Mag
    18
    2018

Album

I, Voidhanger Records

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Sin dai primi e già affascinanti ascolti di questo Hierurgy appare assolutamente logica e condivisibile la scelta dell’italiana I, Voidhanger Records di aggiungere il debutto dei quattro americani Panegyrist al proprio, variegato ed eclettico, catalogo: non è soltanto una questione di qualità, comunque davvero elevata per un esordio, ma di visione della musica, specialmente di quella più pesante. Perché se c’è un comune denominatore tra le uscite della label fondata da Luciano Gaglio, è proprio la volontà di trascendere i vari generi del metal e di arricchirli tramite un approccio che non disdegna divagazioni intellettuali, concept-album e riflessioni mistiche.

Elementi presenti anche in Hierurgy, un disco che tiene fede al proprio titolo offrendo all’ascoltatore sei tracce (di cui tre che oltrepassano i dieci minuti) che s’interrogano sulla presenza del divino e sulla sua ricerca e scoperta da parte dell’uomo, tramite sacrifici e la progressiva dissoluzione dell’io: temi nobili che sono trasportati in una musica perfettamente bilanciata tra epica e bizzarria. Aperto da una breve intro quasi liturgica, Hierurgy viene poi trascinato dal virtuoso e rovente drumming del batterista Marcello Szumowsky (precedentemente al lavoro con gli storici Inferno), in un tecnicissimo e feroce saliscendi prog tra amarezze doom, inaspettate aperture romantiche e atmosfere black sacrali, fino alla conclusione, affidata ad una title track che sfrutta il profondissimo basso roboante per connettere le tendenze più spirituali e un incedere memore del miglior groove metal anni novanta.

18 Maggio 2018
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