Film

Add to Flipboard Magazine.

Un’ex-rockstar annoiata e depressa, Cheyenne, ritiratasi a Dublino, con le sembianze di Robert Smith dei Cure è il protagonista di This Must Be The Place, approdo di Paolo Sorrentino in terra americana. Le fattezze sono quelle del cantante inglese, la faccia la mette l’istrionico Sean Penn, condendola della migliore indolenza e humour che si potesse sperare in un film del genere.

Sorrentino prende a pretesto un ritiro e un percorso di immaturità e crescita personale per raccontare la sua personale visione di un’America per forza di cose esterna e altra; e come già prima di lui tanti, Wim Wenders il primo che viene in mente, – appare brevemente nell’on the road Harry Dean Stanton uscito da Paris, Texas… – il percorso attraverso quelle latitudini riflettono un cammino interiore, un ritrovarsi scoprendo se stessi, mentre si cambia e si cresce. Una maturazione e una catarsi interiore a cui si assiste da parte di Cheyenne. Che approdato suo malgrado negli Stati Uniti perché il padre sta morendo a New York, si fa carico di una ricerca e una vendetta, che il genitore aveva avviato negli ultimi trent’anni: la caccia a un ex-criminale nazista rifugiatosi in terra americana, con l’aiuto di un famoso cacciatore di teste. Il nostro riuscirà nel suo intento, anche se non esattamente nel modo programmato, e soprattutto si libererà dei fantasmi interiori risorgendo a nuova vita.

In sintesi questa la storia, con tanti virtuosismi estetici, e il cameo annunciato di David Byrne nella parte di se stesso in quanto amico di Cheyenne; annunciato perché visto il titolo tratto da un pezzo dei Talking Heads da Speaking In Tongues e in quanto autore della colonna sonora… ci si aspettava un qualche intervento, qui risolto diegeticamente con un incontro che rafforza le doti di humour del protagonista ma che è abbastanza fine a se stesso…

Sorrentino non è Wes Anderson, e il surreale del film non riesce come dovrebbe, anzi l’estetizzazione e il non amalgama delle componenti rendono il film abbastanza irrisolto. A livello tecnico ed estetico c’è sin troppo e lo stile del regista si vede. Rimane un vuoto contenutistico che non vale troppo il gioco. Resterà nella nostra memoria il volto indolente e furbo di Penn, magnifico cinquantenne in crisi. Da non dimenticare la splendida Frances McDormand.

31 Ottobre 2011
Leggi tutto
Precedente
Tiger & Woods – Wiki & Leaks Tiger & Woods – Wiki & Leaks
Successivo
The Moldy Peaches – The Moldy Peaches The Moldy Peaches – The Moldy Peaches

Altre notizie suggerite