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Si avvicina l’estate e la stagione dei festival è pronta ad accogliere nuovamente l’energia e l’eclettismo dei set di Peggy Gou. La producer coreana è ormai una star nel mondo del clubbing: le sue produzioni, che incrociano garage house e disco music, hanno ormai conquistato gli ambienti del pop, e i suoi missati – ipnotici e energici ma non privi di solarità, tribalismi e vocal ammalianti – sono ambiti dai clubber di tutto il mondo. Il suo volto campeggia nelle campagne pubblicitarie di alcuni dei brand più importanti della moda internazionale.

Peggy Gou è divenuta un marchio, ennesimo emblema della fuoriuscita dell’universo della cassa dritta di matrice techno e raw house dall’underground (se ancora questo termine può essere utilizzato per trattare le faccende musicali) e del suo ingresso nel panorama dell’intrattenimento notturno. Ma questo non è un demerito. Perché l’artista, ora residente in Germania, non è soltanto la bella ragazza che si muove bene dietro la consolle. Ha tecnica e qualità nella selezione e nel missaggio così come nell’elaborazione dei brani. E lo si sente anche in questo Moment Ep, pubblicato per inaugurare la personale Gudu Records. Due le tracce, che citano i lavori di etichette seminali nella diffusione della garage house e della disco a partire dagli anni Ottanta come la Prelude e la West End Records.

Starry Night balla su una sequenza di bassi pulsanti e semi-acidi, accompagnata da arpeggi esotici, richiami angelici in lontananza e da stab che richiamano la spaghetti house. Fino all’arrivo della sua voce, malinconica e suadente, che rende la traccia ideale anche per un ascolto svincolato dal dancefloor. Così come accaduto per It Makes You Forget – il singolone, estratto dall’EP Once che si ritrova anche nella colonna sonora del videogame Fifa 2019 e qualche volta nelle rotazioni radiofoniche – Peggy Gou centra l’equilibrio tra attitudine clubbing e canzone dance-pop. Han Pan, il secondo pezzo dell’EP, continua sulla stessa scia ma si distingue per una maggiore apertura esotica. Peggy Gou ci trasporta da melodie orientali a nenie da isola oceanica su un tappeto vibrante in quattro tempi. Senza trascurare quell’aspetto rasserenante e solare che caratterizza le sue produzioni. E che nei boat poarty, nei festival affacciati sul mare o tra gli amanti della house, funziona.

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