• Nov
    01
    2007

Album

Tectonic

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Il titolo è significativo. Il dancehall è la Giamaica. L’isola del ritmo in levare torna ancora una volta. Mutata attraverso i filtri e le visioni spettrali del dubstep; ma – come al solito – il dub non può stare senza voce. La svolta profetizzata da Burial si avvera nel nuovo attesissimo doppio d’esordio di Rob Ellis.
Il giovane pupillo della scena spara dei colpi che fanno male, inni e omaggi alle vocalità che dagli Wailers arrivano fino a Bristol, dai remix di Mad Professor giungono alle cupe elegie di Tricky.

L’omaggio ai Massive Attack (anche il titolo One Blood, One Source li richiama di brutto) spiazza chiunque sia stato bruciato dal verbo triphop e diventa subito un istant classic, per la sua immediata profondità, per i vocals post-a-cappella di Rudy Lee, una cosa da brivido. 

Il resto del disco è un’alternanza di passato e presente. Il passato si incarna nelle voci, mentre l’adesso è tutto scritto negli effetti e nei samples. Il due ingredienti ricreano un’atmosfera ovattata, un grande acquario che pulsa ritmo e linee vocali post-soul. La splendida e sensualissima Get Up cantata da una Yolanda in stato di grazia, il coro di Angels In The Rain è la ninna nanna infarcita di echi lunghissimi, un tributo ai Novanta dei Future Sound Of London mescolati al minimalismo di Glass, Battered la rivincita del soul-hop sul 2step, una cosa che starebbe bene negli spoken word di Ursula Rucker, Trauma il perfetto equilibrio tra grime e DJsm, Lazarus il mantra ipnotico da decompressione post-party.

Il secondo disco ripropone le tracce senza vocals, come nella migliore tradizione dub, la tradizione degli studios di Kingston, la città da dove è partito tutto. Una chicca che non servirà solo a DJ o a remixers, ma che se ascoltata con attenzione, farà apprezzare la ricerca sonora di questo nostro giovane “pizzicotto”. Un nome, un programma: lui è qui per svegliarci e per ricordarci che il dubstep è più vivo e vegeto che mai. Basta con le nicchie per nerd, ormai abbiamo capito che quello che sta succedendo in questo 2007 è un ripensamento dell’intera storia reggae. Manca solo un gruppo che suoni queste cose dal vivo (tipo Roni Size con il d’n’bass). Noi aspettiamo quindi trepidanti il live-step. Per ora ci godiamo le voci

1 Gennaio 2008
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Underwater Dancehall

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