• Gen
    01
    2003

Album

Virgin

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Ritornano Brian Molko, Stefan Olsdal e Steve Hewitt, il trio noto come Placebo, attivo dal 1996, da due anni silente dopo il successo di Black Market Music. Con Sleeping With Ghots, loro quarta prova, il gruppo alterna ballate hi-tech alla Trent Reznor, cercando di rifarsi un look più “maturo”, a brani energetici, sulla scia dei cavalli da battaglia del passato. Da una parte, una manciata di prevedibili suggestioni, dall’altra, dei brani usa e getta per la generazione X.

Da un lato quindi: English Summer Rain, che propone un funky robotico fatto di tanto calcolate quanto ingenue aperture di synth e canto filtrato; Something Rotten, che si gioca la carta alla Nine Inch Nails; Sleeping With Ghosts e Special Needs, che propongono la ballata di denuncia sociale al pianoforte. Dall’altro: Bulletproof Cupid, un esercizio di stile che somma un fraseggio di chitarra tipico dei Judas Priest a uno tipicamente thrash alla Slayer; e Bitter End con Second Sight, memori di Taste in Men da Black Market Music e Every You Every Me da Without You I’m Nothing.

Le ballate sono il piatto forte di questo lavoro ed è proprio su queste che la virata matura del gruppo non regge. Sleeping With Ghost è la più emblematica in questo senso: l’apertura con quelle note al pianoforte che DEVONO conferire pathos, il canto presuntuosamente romantico che DEVE emozionare, le pause con gli arpeggi di chitarra che DEVONO far tirar un sospiro ecc. , tutto troppo studiato e così stucchevole.
Meglio sicuramente i brani più semplici e spediti che sentire Molko che inveisce contro il perbenismo della società inglese (Special Needs)!
In definitiva, l’artificio sonico dei Placebo funziona quando il gruppo riesce ad accompagnare idealmente scene d’azione di film come Matrix o Blade, colonne sonore per i vampiri dell’era digitale firmati gucci dalla testa ai piedi. Per cui: meglio bubblegums per dissanguatori che patetiche messe per adolescenti illusi/disillusi …

1 Gennaio 2003
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