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L’occasione di questo Live3 è ottima per recuperare anche l’album “genitore” Cube, uscito per Brigadisco, FromScratch e un’altra manciata di ottime label italiane qualche mese addietro e colpevolmente passato sotto silenzio da queste parti. Album genitore dicevamo, perché questo Live3 ne è la versione, anzi la visione, live con una serie di aggiustamenti di tiro e sistemazioni di rotta che, paradossalmente, ce lo fanno preferire. In Cube la materia noise-rock/math-rock che sta alla base del progetto sin dai primi vagiti – Kimidanzeigen e l’omonimo esordio – viene ammantata da forti tinte kraute, dilatata e reiterata come d’ordinanza, resa oblunga e “intrippante” sulle coordinate spacey dei maestri tedeschi dei tempi che furono. Ma a venire innervata nelle musiche chitarristiche dei tre è anche una buona dose di “cassa dritta” alla maniera di certo p-funk dei tempi (la seconda metà di Bombshell), che trasforma il motorik in qualcosa di altro, così come altrove a prendere il sopravvento è la kosmische materica a suon di wah wah seventies (Beacon) o una idea krauta ringiovanita alla maniera – per fare un nome – dei Moon Duo/Wooden Shjips, tra rigidità e percussivismo atavico (Cube).

Strano a dirsi, ma il tutto sembra rimanere sospeso in una sorta di stasi, che invece libera tutto il suo potenziale “non consolatorio” nel corrispettivo live. Sembrano emergere in una materia ovviamente non dissimile – Beacon ed Exploder provengono da Cube, mentre Hands In Your Guts e Why Not dalla terra di mezzo Kimidanzeigen; l’unica inedita è la conclusiva Otra Vez – slanci impro e aggressività recuperate dal passato e dal proprio universo di riferimento (Shellac o all’hard-rock mutato made in Bron Y Aur): il sound ne esce più materico e roccioso, non perdendo in dilatazione krauta ma acquistando energia, tanto che l’insieme risulta molto più vicino agli infuocati live, appunto, della band. Territorio su cui sempre più ci si conquista credibilità e rispetto. Discorso a parte per la conclusiva, relativamente breve, Otra Vez: stato dell’arte e indizio di ciò che sarà, la traccia – monotona, circolare, shellacchiana nel suo incedere – sarà la pietra di paragone su cui si baserà il prossimo lavoro targato Plasma Expander: un album di remix a cui parteciperanno, tra gli altri, Barry London (Oneida), ZA!, Simon Balestrazzi, Luca Ciffo (Fuzz Orchestra), Mattia Coletti, ecc.

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