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6.8

President Bongo è il nuovo e primo progetto solista di Stephan Stephensen, già fondatore degli imprescindibili GusGus: islandesi (al)fieri di un’elettronica squisitamente nordica e con un deciso retrogusto teutonico (ma a tratti anche anglosassone) perennemente a cavallo tra minimalismo techno, morbidezze house e un synth pop di ghaniane ascendenze capace di volgersi spesso verso un elegante soul bianco. Per il suo primo capitolo in proprio, Mr. Bongo sceglie invece di muoversi verso tutt’altri lidi, approcciando un concept suggestivo ed esotico: la piana di Serengeti è infatti una regione di trentamila chilometri quadrati situata nell’Africa Orientale verso cui annualmente migrano migliaia di mammiferi, in un continuo ciclo di mutazioni inserite all’interno di un eterno “ritorno dell’uguale”.

Musicalmente il disco si colloca tra ambient, tribalismi esot(er)ici, occasionali aperture di sinfonie orchestrali e claustrofobie technoidi, in un equilibrato binomio che giustappone algida elettronica a calde suggestioni africane. La traccia cardine dell’intera scaletta è la lunghissima (oltre 16 minuti) Greco, che da sola rappresenta un ottimo compendio di tutte le plurime anime comprese nell’album: da anguste traiettorie sintetiche a distensioni di fiati a cui succedono primitivistici tappetti percussivi. Non sempre completamente a fuoco, forse a tratti eccessivamente prolisso, ma indubbiamente evocativo e cinematico in ogni suo frangente: un esordio policromo e perfettibile, ma già molto buono.

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