Recensioni

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I primi passi dei Primal Scream furono dei revivalistici ed innocui omaggi alla santa trinità pop Love/Beach Boys/Byrds (una volta tanto non c’entrano i Beatles), tanto di moda nel biennio 1985/86 (e battezzata dal New Musical Express come generazione C86). Quelli erano giorni in cui Bobby Gillespie si divideva tra Jesus And Mary Chain (è lui dietro i tamburi di Psychocandy), e la sua creatura Primal Scream. Il tempo di qualche singolo, e due apprezzabili album, poi arriva la svolta: nel principio degli anni ’90, la sua band, che nel frattempo si era accasata presso la Creation dell’amato/odiato Alan McGee, incontra un dj londinese, Andrew Weatherall, che propone al gruppo di remixare I’m Losing more Than I’ll Ever Have (dal loro secondo album omonimo), tutto questo mentre nella Manchester/Madchester di Shaun Rider, dell’Hacienda e Tony Wilson si esultava per Pills’N’Thrills And Bellyaches, album documentario sull’effervescenza della scena rave britannica tutta. Il clima è esplosivo: due mondi stanno per collidere. Gillespie vede in Weatherhall una svolta imprescindibile e nell’ottobre 1991 arriva nei negozi Screamadelica, snodo fondante per il rock del futuro.

Al suo interno, tutto il passato che conta: Rolling Stones e Beach Boys, rigurgiti New Order, dub, cartelle e sottocartelle di generi che si mescolano e convivono in totale libertà. Un lavoro di squadra che vede, oltre a Weatherall, gli Orb e l’ex producer dei Rolling Stones Jimmy Miller. Proprio quest’ultimo mette le mani su Movin’On Up regalandoci una Sympathy For The Devil (che gioca a fare Oh, Happy Day…) per le generazioni prossime venture, uno di quei pezzi che sai l’inizio ma ne ignori la fine. Slip Inside This House comincia a chiarire le idee sul nuovo corso: drum machine e basso a calcare la battuta (e lo sballo si fa serio); Don’t Fight It, Feel It è un anthem house impossibile da resistere, Higher Than The Sun strizza l’occhio ai New Order ma puntando al phuturo, idem per i ricordi a là Beach Boys di Inner Flight. Come Together profuma di dub ma è la somma algebrica Primal Scream/Weatherhall a fare di Loaded la chiave del crossover totale: groove, cori gospel, fiati, chitarre Hendrixiane, quasi ci si commuove per come sfila. Damaged è una dolce ballad per chitarra, piano e voce. In I’m Coming Down svetta un sax, mentre nel reprise di Higher Than The Sun a svettare è il basso dell’ex PiL, Jah Wobble, con la docile Shine Like Stars posta come chiusura del tutto.

Sempre quell’anno (e su Creation) uscì Loveless dei My Bloody Valentine. Kevin Shields raggiungerà Gillespie negli stessi Primal Scream e quest’ultimi saranno remixati, guarda caso, da Andy Weatherall (Soon). Cerchi e storie che si chiudono per aprire universi interi.

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