Recensioni

Avevamo accolto con piacere l’opera prima per Paw Tracks (e quarta in totale) Shadow Temple. Rimaniamo un po’ basiti da questo comeback che vede la formazione newyorchese ridotta a duo con la fuoriuscita del maschietto Michael Collins. Prince Rama, come da copertina, è ora appannaggio esclusivo delle due sorelle Larson, Taraka (voce, basso, chitarra, tastiere, synth) e Nimai (voce, batteria) e la differenza si sente eccome.
Se infatti ci si chiedeva quanto credessero a ciò che stavano mettendo in mostra con Shadow Temple, gustoso melt di psych, freakeria raga/free-folk e now-age, Trust Now toglie ogni dubbio: queste non ci fanno, ci sono proprio. Che in musica equivale a spingere sull’acceleratore della freakness, sfiorare lande semi-new age e world alla Natacha Atlas (l’opener Rest In Peace), svicolare verso immancabili intrusioni hypna, retrocedere verso arie (quasi)classiche (Golden Silence) lasciando però un gusto amarognolo in bocca. Come se ci si ritrovasse ad ascoltare uno di quei dischi che gli “arancioni” vendono ai mercatini, ma decisamente fuori tempo massimo.
Le atmosfere misticheggianti e lo scampanellare estatico (Summer Of Love), le ossessioni vocali reiterate (Trust, Portaling) sempre venate da elettronica povera, l’immaginario spirituale da “terzo occhio” (Incarnation) puntano alla deturpata sensibilità “ritual-pop” storta e weird tipica della casa madre Paw Tracks. Il problema è che purtroppo non riescono appieno, come succede in altri esempi del catalogo della label americana. Diciamo il disco ideale per la ricerca della pace interiore o una palla tremenda. Dipende dai punti di vista e dalle droghe usate. Sufficienza di stima.
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