Recensioni

L’idea, quella di realizzare musica strumentale con samples tratti da video d’archivio, non è delle più fresche. A quelli della mia generazione, ad esempio, fa venire subito in mente 19 (Ninteen), l’hit del 1985 con cui Paul Hardcastle portava sul dancefloor le intuizioni della new wave più oltranzista. Più recentemente, la musica hauntologica ha fatto un largo uso di materiale d’archivio delle tv britanniche, per recuperare suggestioni di un passato idealizzato.
Analogamente i Public Service Broadcasting utilizzano samples tratti da film di propaganda della Seconda Guerra Mondiale, con l’intento (dichiarato da un titolo per nulla ironico) di informare, educare ed intrattenere le nuove generazioni. Onestamente, il loro lavoro di ricerca presso il BBC Sound Archive andrebbe premiato, perché il materiale recuperato è estremamente interessante ed evocativo.
Peccato non si possa dire altrettanto delle basi, che spesso assecondano un recitato perentorio e concitato, con progressioni ritmiche che affastellano ritmi electro, arpeggi di banjo, strati di synth e riff muscolari. Il duo londinese composto dal polistrumentista J. Wllgoose, Esq. e dal fido compare, nonché batterista, Wrigglesworth, finisce per non sposare la denuncia e l’ardore polemico di Hardcastle (che faceva ballare snocciolando dati sulle vittime del Vietnam), né il fascino criptico delle produzioni GhostBox.
Cosa rimane dunque? Non molto. Giusto il feeling anni 80 e retrofurista di brani come The Now Generation (una versione meno ispirata dei Daft Punk di Derezzed) o l’assalto chitarristico di Signal 30 (indie wave apocalittica, ma un pò troppo educata). Un po’ poco per poter immaginare un futuro che vada al di là del curioso divertissement.
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