• giu
    03
    2013

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Matador

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A giudicare dalle premesse, il sesto album dei Queens Of The Stone Ageavrebbe dovuto essere un mezzo capolavoro. Nonostante la struttura tentacolare della band americana ci abbia ormai abituato da tempo ad attese infinite tra un disco e l’altro, con i sei anni a disposizione e un red carpet di ospiti ingombranti – da vecchie conoscenze come Dave GrohlNick Oliveri e Mark Lanegan, passando per Trent Reznor e Alex Turner, fino ad arrivare a outsider del genere come Jake Shears (Scissor Sisters) e Sir Elton John – sarebbe stato legittimo approcciare l’ascolto di ...Like Clockwork auspicando un bis di quel disco fondamentale per il rock anni Zero che fu Songs For The Deaf.

Già al primo ascolto, però, le speranze vengono quasi totalmente disattese, e bastano i primi due brani in apertura (Keep Your Eyes PeeledI Sat By The Ocean) per capire che Homme e soci hanno deciso di fare un passo indietro e di fermarsi ai tempi di Lullabies To Paralize. Della violenza e della frenesia del precedente Era Vulgaris quasi non c’è traccia, così come lasciando scorrere la tracklist non c’è quasi percezione delle tante ospitate, che si limitano in gran parte a backing vocals o a piccoli cameo strumentali, nascosti e assorbiti nel QOTSA-pensiero. Uniche eccezioni per i testi, con Alex Turner che si riconferma un ottimo paroliere in Kalopsia e Mark Lanegan che presta la sua penna in Fairweather Friends, uno degli episodi migliori dell’album.

Il resto, seppur con buoni risultati, è quasi solo pilota automatico: la chitarra muscolare e le melodie testosteroniche sono sempre marchio di fabbrica di Homme, così come il fiuto per il riff catchy (impossibile non ritrovarsi impressa nel cervello My God Is The Sun) o ipnotico (I Appear Missing). Pesante l’influenza dei Them Crooked Vultures, con If I Had a Tail eSmooth Sailing che sembrano outtakes dal debut del 2009 (e registrate infatti con l’apporto di 2/3 di quella formazione), mentre l’approccio con la forma ballad – nella lunga title track di chiusura e in The Vampyre Of Time And Memory – è da segnalare come elemento pseudodestabilizzante ma che, nonostante alcuni buoni passaggi, non convince.

Guardandolo nel suo insieme non si può dire che …Like Clockwork sia un brutto disco, ma è di certo ben lontano da un livello qualitativo che i Queens Of The Stone Age non toccano ormai da dieci anni. Canzoni ben scritte e ben prodotte – alcune delle quali entreranno nelle playlist degli amanti del genere – ma manca l’ispirazione, si sente un potenziale che non è stato espresso del tutto. Forse – anzi, sicuramente – produrre un disco totale non era negli obiettivi della band, ma dopo tanti anni e con questo materiale umano e creativo, sarebbe stato auspicabile.

15 giugno 2013
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