Recensioni

Specialmente negli ultimi anni, complice anche la lunga latitanza, proprio in quei luoghi, del criminale soprannominato dalla stampa italiana Igor il Russo, in molti si sono lasciati andare a paragoni e similitudini tra la cosiddetta bassa, quella zona di terra tra il Ravennate, il Ferrarese e la costa Adriatica, e le paludi delle Louisiana, il celebre bayou, in cui si muovevano anche i protagonisti della prima stagione di True Detective, una serie assolutamente fondamentale quando si parla di atmosfere southern-gothic: questioni sì geografiche e climatiche, ma anche una storia condivisa di violenze sotterranee e spesso celate, di povertà diffusa e d’insostenibile umidità, di soprusi e potere. Così, dal brigantaggio e dalle rappresaglie nazi-fasciste, secondo molti si può tendere un filo, ovviamente rosso sangue, che arriva fino alla Louisiana, con tutto il suo carico di ingiustizie, rimozioni e storiacce: questo almeno è quanto sostengono giornalisti, studiosi e anche scrittori famosi come Eraldo Baldini, autore di un volume intitolato suggestivamente Gotico Rurale. Ma a sostegno di questa tesi, arriva ora anche il nuovo album della cantautrice queer R.Y.F., veneta di origine, ma ormai ravennate d’adozione e autrice di un suono che attualizza, tra elettronica e minimalismo, il tagliente blues-rock di un King Dude.
Shameful Tomboy arriva a tre anni di distanza da Love Songs for Freaks & Dead Souls e segna l’opportuno ingresso dell’artista nel catalogo della label indipendente Dio Drone: il titolo porta con sé le reminiscenze di tutta la colpevolezza, l’inadeguatezza e di tutto il disagio che l’autrice ha dovuto conoscere, sperimentare e attraversare nel suo percorso artistico e soprattutto esistenziale, sviluppatosi in una zona dove le radici cattoliche hanno ancora una forte importanza.
Inevitabile dunque che l’ascolto non sia così facile o immediato, ma che richieda pazienza ed empatia: dai crepuscolari arpeggi dell’iniziale Lucifer per arrivare alla goticissima title track posta in chiusura, il disco disegna traiettorie coerenti e originali, pur muovendosi esplicitamente all’interno di un panorama sonico chiaro, su cui spiccano per intensità emotiva il saturo lirismo noise di Silence Makes Noise e le intense interpretazioni vocali delle struggenti All Sweat & Love e Queer Riot.
Amazon
