Libri
No Reply

Add to Flipboard Magazine.

Dopo il recente Ma c’è qualcosa che non scordo (Arcana, 2007) dedicato agli anni con Mogol, l’ottimo Renzo Stefanel dedica un intero volume della collana Tracks di No Reply a un album fondamentale per la discografia battistiana. Oggi la modernità musicale e l’influenza che l’autore laziale ha avuto nel panorama musicale successivo sono innegabili. Non a caso molta della musica che gira intorno di questi tempi è derivata dalla sua, quel mescolare, all’interno della forma canzone, italianità e sonorità angloamericane pop rock dei Sessanta e Settanta. A fine volume ci sono non a caso alcune testimonianze in merito da parte di fan appassionati  (Dente, Dariella-Amari, Fabio Dondelli-Annie Hall e Claudio Cavallaro-Granturismo).

Anima latina (1974) segna uno spartiacque importante nella produzione di Battisti e un punto di non ritorno musicale. Troppo stretti erano le coordinate in cui era stato/si era confinato negli anni precedenti, per non tentare di evaderne. Stefanel attraverso racconti e interviste traccia un appassionato viaggio intorno all’uomo, al musicista, ai numerosi collaboratori, all’amico Mogol e al loro misterioso viaggio in Brasile, da cui partì e si sviluppò l’idea del disco.

Il cardine del volume è costituito dalle interviste e dalle ricostruzioni accurate pezzo per pezzo, dalle scoperte a posteriori (il disco doveva essere doppio, per dirne una) essendo Battisti come si sa molto schivo. Seguendone la tracklist, troviamo notazioni tecniche, curiosità e rivelazioni di prima mano da parte di chi l’album ha contribuito a costruirlo nota per nota, controversie e dissidi con il suo paroliere, che non apprezzava il missaggio a basso volume della voce nel disco, elemento così moderno invece visto con gli occhi della nostra contemporaneità. E segno del progressivo allontanamento dei due che verrà di lì a non molto.

Stefanel ordisce così intorno al disco una sinfonia di voci anche contrastanti tra loro, che converge verso l’intento di svelare appieno il senso di un’opera, un concept album, che suonava così alieno rispetto al
contesto della canzone italiana dell’epoca.

27 Maggio 2009
Leggi tutto
Precedente
Boss Hog at Locomotiv, 21 maggio 2009 Boss Hog at Locomotiv, 21 maggio 2009
Successivo
Stebmo – Stebmo Stebmo – Stebmo

Altre notizie suggerite