Recensioni

Zug è una composizione di 5 minuti e 36 secondi contenuta nel disco Con (1978) di Conrad Schnitzler, uno che aveva fatto le scuole con Joseph Beuys (l'anti-Andy Warhol tedesco), membro dei primissimi Tangerine Dream (ancora prima di Alpha Centauri e Phaedra), fondatore assieme a Roedelius e Moebius dei Cluster, collaboratore di Manuel Göttsching, di Schulze, di Czukay e via dicendo. Nel 1973, nel disco Rot, Schnitzler aveva inserito un brano intitolato Krautrock: 20 minuti di acido delirio tropical-psichedelico. Siamo nel gotha della scena Kosmische.
Zug (treno) è un brano di sperimentazione elettronica extra-accademica che si pone in parallelo alle visioni futuristiche e futuriste dei Kraftwerk, accarezzando una electro minimale e oscillante; sembra quasi una versione asciugata al massimo, desiccata proprio, e spigolosa, completamente de-enfatizzata del celebre tema finale di Blade Runner di Vangelis. Schnitzler è morto esattamente un anno fa, nell'agosto 2011, per un cancro allo stomaco, e Villalobos e Loderbauer, presi benissimo dai loro rework su ECM, lo omaggiano adesso con 2 lunghi pezzi su m=minimal (etichetta che aveva pubblicato alcune delle ultime opere del compositore di Düsseldorf, e che ha in catalogo anche Fennesz) che restituiscono appunto una Zug "reshaped and remodeled", come da titolo.
L'Aktion-Mix riparte – e quindi parte – dopo il settimo minuto, e va avanti di strategie minimal, con inserti che mutano leggermente l'accento e i cursori del mixer. La base è buona, ma il risultato non è niente di particolare, troppo a mezz'asta tra l'originale di Schnitzler e i modi del duo VillaBauer. Il Sorgenkind-Mix trasforma Zug in un lento e spettrale blues desertico di glitch e noisy ambience. Seguono poi tre remix allografi, rispettivamente a opera dei berlinesi Pole (artista glitch-dub) e Borngräber & Strüver (duo ambient-minimal) e del newyorkese "Gen" Ken Montgomery (nella scena elettronica di East Village dai primi anni Ottanta; sia il duo berliner che Gen avevano collaborato con Schnitzler). Il rmx di Pole è un bel gioco cameristico di sospensione; Borngräber & Strüver vanno giù pesante con un massimalismo synth-chitarroso piacevolmente spiazzante; Montgomery sceglie il situazionismo lo-fi per ricordare il compositore e ripropone una confusa Zug estratta dal cointestato The Cassette Concert (1989).
Su tutto vale ovviamente il senso dell'omaggio sentito, dell'affetto per il maestro scomparso, ma la musica è inferiore alle intenzioni.
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