Recensioni

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Ritorna nei territori a lui più affini ma a mancare, il più delle volte, sono ispirazione e incisività. Dopo l’imbarazzante prova di These People – tentativo mal riuscito di coniugare songwriting brit e dance-pop – Richard Ashcroft torna con un nuovo album, il sesto della sua carriera da solista dopo la più memorabile esperienza con i Verve. Natural Rebel è un lavoro che l’autore – come ha dichiarato in press release – vuole dedicare al suo pubblico mettendoci dentro tutti i suoni che lui più adora.

E in effetti il disco suona come un pastiche di elementi che richiamano il classic rock, rivisitati secondo le peculiarità vocali di Ashcroft che, in quanto a voce, mostra qui alcuni limiti: si va dal country americano al rock n’roll, passando dal cantautorato chitarristico ed elettrico degli anni ’70 e ’80 fino alle abusate citazioni del britpop. Sono ambienti in cui certamente il crooner di Wigan è più a suo agio rispetto a quanto offerto nel precedente lavoro a base di synth-pop abbastanza kitsch, eppure i suoni e i ritmi di queste undici tracce risultano derivativi a dir poco.

In All My Dreams – dedica romantica alla compagna di Ashcroft, Kate Radley, ex tastierista degli Spiritualized – il Nostro si avventura in una scontata ballad in stile Tom Petty: «all my dreams are wrapped up in you» è la frase attorno a cui ruota l’hook del brano. Born To Be Strangers vede l’ex Verve muoversi sulla scia di un incontro tra Springsteen e le chitarre di Mark Knopfler o il blues di Eric Clapton. Nella conclusiva Money Money, il cantautore si accascia nei cliché del rocker vecchio stile: riff energici, batteria pestona hard rock e un testo che si scaglia contro il denaro e il materialismo. Roba trita e ritrita. Ma non tutto è da scartare: gli archi melodici in salsa ELO dell’uptempo Surprised by the Joy, il singolo di lancio, si uniscono piacevolmente al crooning di Ashcroft offrendo un’orecchiabile e solare canzone pop in cui esplode tutto l’amore che il Nostro nutre per la compagna e per i suoi due figli. Che Richard sia travolto dal sentimento lo si sente anche nell’energica That’s When I Feel It, brano interessante anche perché l’autore torna su territori di marca Verve. È troppo poco affinché Natural Rebel spicchi in qualsivoglia volo. La sensazione è che l’ex Verve abbia firmato un disco privo di urgenza comunicativa, utile soltanto a far felici i suoi nostalgici fan.

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