Film

Add to Flipboard Magazine.

<p>Un romanzo doloroso e visionario di <strong>Philip K. Dick</strong> (<em>Un oscuro scrutare</em>,
1977) è alla base di questo atteso film di Richard Linklater. Dick
prendeva atto, autobiograficamente, della disfatta di una generazione
annullata dalle droghe, facendone un ritratto impietoso ed amaro – tra <em>giallo</em> e romanzo di attualità, molto poco <em>sci-fi </em>- ambientato in un futuro prossimo in cui la tecnologia ed il controllo sociale schiacciano l’individuo.</p>
<p> Linklater realizza <strong><em>A Scanner Darkly</em></strong> con il rotoscope (ovviando a costosi effetti elettronici), la stessa tecnica usata per il suo <em>A Waking Life</em>(2001), girando il film e poi ridisegnando e ridipingendo digitalmente
ogni fotogramma; si ottiene così un misto tra animazione e dal vero,
perfettamente aderente alla storia, in cui i personaggi sono sfumati
ambiguamente, tra paranoie, allucinazioni, doppi e realtà parallele.
Nella California del 1994 dominata da una misteriosa droga, la sostanza
M (come morte, che distrugge il cervello, provocando schizofrenia e
visioni), un agente della sezione narcotici, Fred (un matrixiano <strong>Keanu Reeves</strong>)
si infiltra nell’ambiente per scoprire chi c’è dietro al traffico
illegale. Una speciale tuta cangiante come un ologramma ne nasconde
l’identità ai colleghi, e un’apparecchiatura gli permette di spiare se
stesso nelle vesti di drogato (Bob Arctor). Un incubo lisergico in cui
si ritrovano le costanti di Dick, tra paranoia, <em>double</em>, realtà e finzione, droghe e critica all’autorità.</p>
<div class="quad"><img width="230" height="140" src="file:///C:/Documents%20and%20Settings/Anto/Desktop/immagini/keanureeves.jpg" />
</div>
<p>Linklater ne fa innanzitutto una versione straparlata. Deliri, conversazioni, dialoghi surreali (con <strong>Robert Downey Jr</strong> e <strong>Woody Harrelson</strong>,
inarrestabili spalle) e ironici sono alla base del film, che diventa
così essenzialmente una commedia (con un finale drammatico) con
elementi di thriller, un<em> pulp</em> psichedelico aggiornato ai
nostri giorni, in cui i governi che spiano l’individuo non fanno
comunque più sensazione. Un altro prodotto <em>postmoderno</em>quindi. Vi si può vedere allora la critica politica: il futuro
preconizzato da Dick è già qui da tempo purtroppo, le paranoie e le
crisi di identità all’ordine del giorno, e l’ingerenza di mezzi di
comunicazione e governativi sono sotto gli occhi di tutti. In questo
caso doppiamente nella società americana, ci suggerisce il regista.</p>
<p> Il risultato è alterno, come tutti i film tratti dallo scrittore (ad eccezione di <strong><em>Blade Runner</em></strong>,
che comunque virava più verso il cyber-punk di Gibson, che verso Dick,
a dire la verità). A Linklater preme lo sdoppiamento di identità e
personalità, evidente anche nella struttura uomo/cartoon e spia/spiato
(e il controllo dell’individuo su se stesso, “l’oscuro scrutare”); la
marginalizzazione del diverso nella società e il leit-motiv del
controllo, a scapito di altri temi dickiani, come l’uso “esplorativo”
delle droghe, e tutta la cultura relativa nell’America degli anni ’60.
Un Dick riletto quindi assolutamente alla maniera del regista. Resterà
deluso chi si aspettava qualcosa alla Cronenberg.</p>

20 Dicembre 2006
Leggi tutto
Precedente
Fun From None – Live From the No Fun Fest 2004 & 2005 Fun From None – Live From the No Fun Fest 2004 & 2005
Successivo
Sonic Youth – The Destroyed Room. B sides and Rarities Sonic Youth – The Destroyed Room. B sides and Rarities

Altre notizie suggerite