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Corollario dello scorso Quiet River Of Dust Vol. 1, il nuovo album di Richard Reed Parry amplia il discorso che il poliedrico membro degli Arcade Fire sta portando avanti nell’esperienza solista da quasi un anno. Quiet River of Dust Vol. 2: That Side of the River riparte quindi dal Giappone, dalla tradizione di quella terra e dal folk rurale britannico, ma a differenza del primo volume le tinte si fanno più intime e personali.

Avanguardia e dimensione acustica sono i marchi di fabbrica di un cantautore a tutto tondo, abile come gli amici Dessner a mescolare pop, classica e rock. Alfieri di un indie intellettuale che allo stesso tempo non suona ridondante e fine a se stesso. Ecco allora strumentali (The Fiddlers Play), nenie melodiche (Lost In The Waves), pop spirituale (Long Way Back) e sperimentalismi (A Few Last Things).

Questo volume 2 si integra alla perfezione con la prima parte del progetto: probabilmente il miglior modo per comprendere a fondo l’intento di Parry è l’ascolto integrale di Quiet River Of Dust, una meditazione sul tempo che scorre e una riflessione sull’essenza stessa della vita. Parry torna alle origini per rallentare il caotico brusio di questo periodo storico, le sue composizioni meditative rispondono proprio a questo bisogno: riconnettersi con se stessi.

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