Recensioni

6.9

Dopo l’esordio Cloud Complex del 2012 e i successivi trascorsi presso la prestigiosa Leisure System (etichetta anche degli storici Dopplereffekt, del russo Pixelord, di Visionist e dei chiacchierati JETS) per cui ha fatto uscire una manciata di EP tra 2014 e 2015, il producer Rob Clouth approda alla neonata Mesh del collega e compositore Max Cooper per due lavori strettamente collegati e usciti a poche settimane di distanza uno dall’altro. Il progetto Transition, composto da un lavoro originale di quattro tracce edito a fine febbraio, giunge infatti alla sua conclusione con una seconda parte dove tre dei brani del primo capitolo vengono affidati alle rielaborazioni di alcuni artisti, tra cui proprio il label-owner Cooper (alle prese con il pezzo più massiccio del lotto, la lunga ed eclettica Shedding Layers, riletto in chiave più acid ed inquieta).

Il talento di Clouth emerge chiaramente sin dai primi ascolti: nei beat disturbati e distorti della title track, nei frammenti elettro-acustici che insieme alle ritmiche spezzate e alle atmosfere degne dei Boards of Canada vanno a comporre Silica (l’unica traccia a presentare due rework, quello fin troppo rispettoso di Brecon e quello invece totalmente dilatato e destrutturato di Chihei Hatakeyama), nel mix tra idm accelerazionista ed inserti neo-classici di Like a Second Sun, si scorge non solamente la bravura dell’artista, ma anche la sua voglia di confrontarsi e spingersi avanti in un percorso sempre più eterogeneo e invitante, sposando pienamente l’etica produttiva della nuova casa discografica.

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