• Ott
    01
    2012

Album

CNI

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Dopo il clamoroso abbandono degli Skiantos (il secondo, dopo quello dell'80) l'incontenibile Freak Antoni prosegue i progetti cui aveva già dato vita da un po' di tempo insieme alla pianista Alessandra Mostacci: il duo di Ironikontemporaneo e il rock della Freak Antoni Band.

Questo EP anticipa un album previsto in primavera e dà anche l'idea di come i pezzi dei vari repertori passino da un progetto all'altro (le serate voce e piano che includono anche brani Skiantos e altri suonati con la Band, e idem i concerti di questa).

Non si tratta infatti un nuovo volume di Ironikontemporaneo ma il passaggio al "rock", almeno su disco, anche del duo, che allo scopo recluta musicisti diversi da quelli della FAB. Però quasi, melodia che arguta e leggera segue i movimenti di un testo d'amore apparentemente classico, riesce dove il pop dei tentativi di mandare la Buconi a Sanremo realizzati con la FAB risultavano fuori contesto (troppo festivalieri e lontani dal resto), cioè riequilibrando l'elemento pop italiano con l'ironia che Freak ha già nel timbro vocale e con immagini notevoli quali "Baciami, fammi passeggiare sulla porcellana dei tuoi denti" – in Liguria poteva finirci davvero e fare un figurone.

La natura composita dell'approccio recente si vede però anche nelle collaborazioni: la canzone del titolo ospita un Luca Carboni evidentemente stufo del pop, mentre J-Ax, dopo averla ripresa in un suo live, aggiunge le sue rime a I gelati sono buoni (la classica Gelati), brano le cui varie versioni negli anni ne hanno dimostrato una duttilità inattesa. Dove sei è uno dei pezzi "sanremesi" di cui sopra (in origine Dove sei stato), arrangiamento diverso e bello come l'originale ma che non scaccia le perplessità, Sono un ribelle mamma le toglie gli anni '80 della versione originale animandola di samples nel finale mentre Lettera alla madre è la Filastrocca della mamma della FAB che musicava una lettera di Mozart (sboccata come Freak non è mai stato), qui resa con carillon e scalpitii campionati.

Ottima la title track, buon souvenir per i divertenti concerti il resto, ma perché cambiare i titoli alle canzoni?

25 Novembre 2012
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