• set
    21
    2018

Album

Hospital Productions

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A distanza di 3 anni Ron Morelli ritorna con un nuovo lavoro su Hospital Productions, per mettere ancora più distanza tra il suo impegno come boss della L.I.E.S. e la sua carriera di musicista. Migliorare il già ottimo A Gathering Together non era semplice, ma con questo album Morelli dimostra di essere in uno stato di grazia. Il trasferimento a Parigi, dove ha prodotto le tracce di questo album, ha aiutato probabilmente a focalizzare ancora di più la sua idea musicale, grazie forse alle influenze della diversa realtà culturale rispetto alle sue esperienze newyorkesi. Le sonorità ora sono più pulite (o forse sarebbe più corretto dire meno sporche) rispetto al passato recente.

In Disappearer non troverete hype preconfezionati o strambi concetti filosofici, ma piuttosto una rappresentazione delle ansie e delle contraddizioni della vita nelle moderne metropoli, lo stress della vita moderna, rappresentato non tanto come punto fermo ma piuttosto come un’evoluzione dei sentimenti nella nevrotica esistenza contemporanea. Ci sono tutti gli ingredienti delle sperimentazioni degli anni ‘90, la scum techno, echi dell’isolazionismo ambient dei primi ‘90s, il minimalismo sonoro ai tempi del DAT. Il ritorno alle origini iniziato in A Gathering Together qui è completato, vengono ridefiniti i confini tra dark ambient e death industrial, tra techno minimale e techno tribale. Un pezzo come FXK Ripper è quello che ci aspetteremmo di ascoltare in un club in un futuro dai contorni cyberpunk, Re-Runs fonde sonorità ossessive e tribali con un noise molto light, Border Dust (202 version) arriva dritto dai tape minimali dei ‘90s ma si evolve su territori completamente diversi, Hellgate Bridge ti spiazza per le sue reminiscenze isolazioniste, Disappearer è un pezzo punk riscritto in chiave industrial noise.

Disappearer è un rollercoaster di stati d’animo, un disco di gran classe che riesce a semplificare l’accesso a territori normalmente difficili per l’ascoltatore.

21 settembre 2018
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