Recensioni

Dopo dieci anni ritorna la signora del soul britannico anni ‘80. E con lei ritorna il portamento regale, la capacità di smarcarsi con il solo sguardo e quel pop di qualità che da sempre si sposa con il successo di vendite (cinquanta milioni di dischi venduti o giù di lì). Over 50, è ancora bella come 20 anni fa. La nobiltà di una voce e di una dedizione. Sade Adu. Mezza inglese mezza nigeriana: il miscuglio che intriga e che appassiona. Il classico che si ripresenta oggi e che è senza tempo.
Con un personaggio così eterno hai quasi paura a sentirle le prime note: passi in rassegna le tracce e ti ritrovi un singolo con il tamburo in marcetta quasi bbreak Soldier Of Love, la sviolinata puro soul di The Moon And The Sky, il lentone meditativo Morning Bird, i pezzi urban (Babyfather, Bring Me Home), le ballad cavallo di battaglia (The Safest Place, Long Hard Road, da panico gli archi e il sax di In Another Time) e t’accorgi che l’anima sopravvive al tempo senza effetti o superproduzioni, sopra agli arrangiamenti piacioni e alle strizzatine d’occhio alla top ten (che non mancano manco loro). Che donna, Sade.
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