• ott
    23
    2017

Album

Metrica

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Non sempre, ma molto più spesso da quando i vinili hanno fatto prepotentemente ritorno sul mercato discografico, la cura degli stessi è sintomatica delle bellezze in essi contenute. Non è dunque un caso che questo lavoro del compositore Sandro Mussida sia contenuto in uno degli artwork tattilmente e visivamente più belli mai visti: tra carta velina, trasparenze, dispersione alfabetica, decomposizione visiva, si ha da subito la percezione di una dissoluzione aerea delle musiche in esso contenute. Le due lunghe suite che reiterano il poetico titolo dell’album, sono in effetti costellazioni invisibili eppure percepibili attraverso la composizione che Mussida affida a una eterea interazione tra strumentazione classica e non convenzionale messa in atto da un ensemble composto da Enrico Gabrielli (flauto), Yoko Morimyo (violino), Suzanne Satz (piano), Alessandra Novaga (chitarra elettrica), Giulio Patara (triangolo, celesta), Sebastiano De Gennaro (triangolo, glockenspiel, gong) e Giuseppe Isgrò (winds live looping), sotto la propria conduzione.

Ne escono assenze poetiche, interazioni impalpabili, visioni in filigrana di Feldman e Cage assorbiti dalle distanze siderali di quelle costellazioni lontane che divengono quasi entità viventi, pulsanti e iridescenti nel continuo contrasto vuoto/pieno e nelle a volte imperscrutabile variazioni timbriche. Due suite nate dall’interesse dell’autore per «geometria, proporzioni, sedimentazione dell’ascolto e azione del suono sulla memoria» e che si legano alle indagini su tempo e spazio che Mussida porta avanti da tempo, sfruttando combinazioni e sovrapposizioni «derivate da alcuni rapporti geometrici interni alla forma triangolare» («sistema archetipico di relazione per antonomasia»), tanto per aggiungere strati di significato, profondizzazioni di ricerca e fascinazioni aliene.

L’album è poi stato registrato in tre formati differenti: non solo lo stereo classico, ma anche in versione surround 5.1 e stereo binaurale per offrire, appunto, più punti di vista/ascolto esattamente, aggiungiamo noi, quanti sono gli sguardi che si possono perdere osservando una costellazione invisibile. Delicato e quasi impalpabile, breve ma intensissimo, Ventuno Costellazioni Invisibili è un lavoro visibile e dal peso specifico elevatissimo nelle lande tra underground e avanguardia.

27 dicembre 2017
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