• Dic
    01
    2010

Album

Ribéss Records

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Arriviamo colpevolmente in ritardo con i Santo Barbaro e ce ne scusiamo. Del resto tralasciare un disco come Lorna non sarebbe stato possibile, dal momento che il secondo episodio della formazione romagnola è opera intensa, eterea, poetica, come se ne ascoltano di rado. Il centro di gravità del gruppo rimane la parola di Pieralberto Valli, tagliata e rimodellata su una narrazione che poco ha a che vedere con la forma canzone e molto con un fluire evocativo e personale. E in cui la musica di Franco Naddei, Diego Sapignoli e dello stesso Valli si innesta deformandosi a richiesta per seguire il ritmo del testo e sottolinearne i passaggi più evocativi.

Sembra di ascoltare Adriano Modica, ma dove il musicista calabrese spinge sul pedale della psichedelia, i Santo Barbaro preferiscono le mezze luci, le morbidezze soffuse, lo streaming emotivo senza facili punti di riferimento. Magari su uno xilofono e una batteria (Nudi Dorsi) o in un crescendo elettrico vicino al post-rock (Naufragio), avvinghiati a un'elettronica che sarebbe piaciuta a Daniele Brusaschetto (Il vuoto) o colti a citare l'ultimo Giancarlo Onorato (Scia di polvere).

Eleganza, estrema varietà nei colori (da applausi il dub etnico di Finisterre), qualche parentesi rugginosa (la title-track): Lorna è disco di spazi e nuvole, inquietudini e rese. Ennesimo esempio di una canzone d'autore che non si stanca di auto-rigenerarsi riafferrando con stile il presente.

21 Maggio 2011
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