Recensioni

7.4

Torna Schoolboy Q, una disintossicazione e tanti chili dopo Oxymoron del 2014. Blank Face LP sarebbe in realtà il suo quarto album, ma appena il secondo su major (Interscope). Collega di Ab-Soul, Jay Rock e soprattutto Kendrick Lamar nel collettivo Black Hippy, Hanley è stato proprio il principale fautore della nascita del supergruppo. Quattro personaggi che, giusto per dare la misura della cosa, ai tempi – si parla del 2009 – venivano definiti da Tech N9ne i nuovi N.W.A. Dopo l’esplosione di Kendrick Lamar, Hanley ha fortemente ricercato una dimensione strettamente personale che lo emancipasse definitivamente dal supergruppo che gli aveva dato – per sua stessa ammissione – un background artisticamente protettivo in cui si era rifugiato. In tal senso, soprattutto Oxymoron era stato un importante e riuscito passo.

Blank Face LP vorrebbe ora rappresentare il break-up definitivo in questa direzione, e arriva prepotente (siamo intorno ai 75 minuti di durata) giocandosi subito la carta delle ospitate importanti: Kanye West, Anderson .Paak, Miguel e Vince Staples, gente insomma che oltre ad avere un certo spessore già di per sé, in questo periodo è anche – chi più chi meno – particolarmente sulla cresta dell’onda. Se testualmente Hanley prende le mosse dai consueti spaccati urbani – al solito elegantemente spogliati dai triti cliché di genere – musicalmente parlando, il disco è semplicemente una gioia: figlio della West Coast per radici e vocazione (Str8 Ballin è già dal titolo un chiaro omaggio a Tupac) ma debitore verso la costa atlantica per ascolti e amori – si professa grande amante di Nas, 50 Cent e Biggie – Hanley prende qui il gangsta rap e lo ibrida tanto con istanze pescate dalla trap di Atlanta (già presenti in Oxymoron), quanto con una curvatura più pop che rende il disco titillante per tutte le papille e quantomai variegato. A legare il tutto, frequenti dilatazioni fumose e piacevolmente stoned per una strinatura elegantemente psichedelica e spesso persa in anfratti di black darkness che bilanciano alla perfezioni gli episodi più catchy.

Stiamo parlando di momenti come That Part, sicuramente il singolone più spendibile in chiave mainstream e non a caso trainato dal nome di Kanye, che si prodiga in una strofa irritante e strepitosa. Eclettico e coerente, equilibrato e profondo, sicuramente l’highlight di Hanley fin qui e uno degli apici di HH made in USA del 2016. Mission Accomplished.

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