• Nov
    10
    2014

Album

San Remo Records

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Scott Matthews non ha solo la “s” finale del cognome che lo distingue dal barbuto cantautore australiano, ma tutto un mondo emotivo che è entrato di prepotenza in questo nuovo album dal titolo Home Part 1. Non che nelle precedenti produzioni tutto questo fosse assente, anzi; ma già il nome del disco suggerisce l’idea che l’artista sia tornato metaforicamente a casa, luogo di ripiego e introspezione per eccellenza. Dove, tra l’altro, il musicista ha modo di sciorinare la tua (altissima) padronanza vocale e chitarristica, eppure senza mai forzare la mano e anzi mettendo tutto al servizio di canzoni gentili, intime, fortemente ancorate a una linea immaginaria che unisce Nick Drake, il Boss di Nebraska e ancora José Gonzàlez, Damien Rice e Antony & The Johnsons.

Home Part 1 è un disco essenzialmente acustico ma ricco di colori e strumentazione dosata nei minimi dettagli: il risultato è una sequenza di 11 canzoni che suonano poderose e scarne allo stesso tempo, ricche di pathos compositivo e lirismo nei testi, quanto mai notturni e melanconici. Il trittico iniziale Virginia/The Outsider/Sunlight è micidiale e basterebbe non ascoltare altro per promuovere il disco a pieni voti; invece, dopo lo strumentale guidato dai flauti The Clearing, arriva il valzer acustico di The City And The Lie, dove il cantautore fornisce una prova eccelsa tanto alla voce quanto alla chitarra classica.

Con naturalezza e senza quasi accorgersene, si passa attraverso le decadenti progressioni armoniche nella rumba di The Night Is Young (che lentamente si evolve in una ballata rock incattivendosi nel finale), il folk etereo di Dear Angel e quello che probabilmente è il brano più delicato dell’album, vale a dire quella Mona cui si chiede di restare per scommettere sulla propria vita. Nel finale arriva un invito a tornare ai luoghi a cui si appartiene per natura e quest’ultimo bozzetto folk in veste pseudo lo-fi suona quasi come un educato congedo.

L’ispirazione di Scott Matthews, tra le quattro mura di casa in cui è stato registrato il disco, sembra quasi trasudare dalle pareti; non resta che farsi delicatamente travolgere. Se non un capolavoro, ci siamo vicini.

12 Novembre 2014
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