• Set
    07
    2018

Album

IBEXHOUSE, Woodworm

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Da sempre aperto a ogni genere di collaborazione disposta ad aprire orizzonti fino a quel momento inesplorati o semplicemente non ancora approfonditi nella sua (da qualche anno affermata) dimensione solista, Alessandro Fiori torna sul mercato discografico con un nuovo duo elettropop, nato quasi per gioco, con il suo braccio destro che risponde al nome di Giacomo Laser (già performer nel progetto Gioacchino Turù e Vanessa V.). Dopo, quindi, le esperienze con i Mariposa (1998-2011), con gli Amore (2004-2007), Craxi (2012), BettiBersantini e gli Stres (2015), gli Scudetto sono un nuovo progetto che sembra prendere di petto una sfida ben precisa: rispondere a quel pubblico sempre più giovane che ogni giorno si riversa nelle piattaforme di streaming per il quotidiano ascolto musicale e per divertirsi, non solo a prenderlo un po’ bonariamente in giro, ma anche e soprattutto a fornirgli un’alternativa tutt’altro che banale e stereotipata, sorte che sembra già segnata per ogni artista emergente in zona trap, genere teoricamente nuovo ma già oltre l’uso e l’abuso.

Arrivato solamente in formato digitale grazie alla sempre attenta Woodworm (con il supporto della IBEXHOUSE dello stesso Fiori), Vendetta vive della gioia dei propri testi, tutti praticamente orientati verso uno sfondo calcistico da consolle della vecchia generazione, che neanche troppo velatamente suggerisce una apocalisse in corso oltre le mura della propria abitazione e la goffaggine, mista a distrazione, ormai elementi fondanti dell’uomo contemporaneo. Tra chi, nonostante il baratro, gioca imperterrito a Championship Manager, Cristiani che si perdono a Courmayer, la sfacciata e beffarda parodia del mondo della trap italiana (Ema Stokholma, Hurrà Juventus con Wanda Nara e la strumentale Inno nazionale sport a fare un po’ il verso a Cosmo), con i suoi continui e inutili rimandi a un decennio, quello degli anni Novanta, di cui si denuncia, a ragione, anche l’estrema pochezza (dovute eccezioni a parte). Calcio nucleare rivendica il ruolo di cantastorie nostalgico e romantico del Fiori solista, ma è in brani come Cago io puzzi te o Soccer karaoke che si esplicita l’irriverenza goliardica del progetto Scudetto, dove la volgarità non è affatto una nota stonata, ma si incastra perfettamente all’interno di un mosaico ricco di elementi eterogenei e insieme coerenti.

Vendetta è la prova tangibile dell’incapacità fisica di Alessandro Fiori di sfornare qualcosa di anche lontanamente non valido; nel caso dell’improbabile accoppiata Scudetto, l’ispirazione rimane sopraffina, anzi gioca a più riprese a nascondino e a camuffarsi d’altro, affinché l’ascoltatore ne percepisca l’urgenza, ne agogni il ritorno, sfiancato dal ritratto lucidissimo di un’epoca che ha elevato a proprio emblema l’insostenibile vacuità dell’inutile quotidiano. Sia Fiori che Laser pescano a piene mani dalla propria biografia, dal passato recente, dai ricordi Nineties, un decennio che sembra gettato in pasto al pubblico a più riprese e a tratti in maniera del tutto arbitrale. Il nostro duo invece se ne serve per costruire fondamenta solide all’esperimento; si tratti di uno scherzo astutamente congegnato o di una riflessione sboccata e sfacciata sulle tendenze musicali sfornate da questa o quella piattaforma digitale poco importa: l’operazione è riuscita, la vendetta servita.

27 Novembre 2018
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