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6.4

Il Dj Kicks di Seth Troxler è esattamente il Dj Kicks che ci saremmo aspettati da Seth Troxler. Il talento di Lake Orion, tra i nomi emersi nel panorama tech-house mondiale dell’ultimo lustro, ha condensato all’interno dell’ora e venti una precisa selezione di vinili che potrebbe proporre ai numerosi e richiesti set in giro per il pianeta. Un Dj Kicks il cinquantunesimo per la precisione – che guarda con insistenza a quella Chicago imbevuta di traxismo, camminando lungo un percorso in cui non sono previste deviazioni o cambi di marcia. Basta dare uno sguardo alla tracklist per accorgersi che l’obiettivo del producer, come dichiarato dallo stesso nella nota stampa, è di fornire «un mix onesto […] e di facile ascolto, qualcosa di divertente per farci i compiti a casa o per accompagnare durante un viaggio».

Lasciate stare questo ascolto, quindi, se siete alla ricerca di sperimentazioni o di un taglio d’ascolto casalingo: Troxler ha messo in scena una vera e propria mossa di sponsorizzazione, inserendo alcuni artisti provenienti dalle sue etichette Tuskegee e Soft Touch (altrimenti non si spiegherebbe l’apertura folk ballad di Niki Nakazawa, che assieme al successivo pezzo in pianoforte di Herbert risulta totalmente fuori posto all’interno del disco), ma si è rivolto qui principalmente ai cultori e agli appassionati dell’house di ieri e di oggi che non cercano colpi ad effetto.

Troviamo tre brani che provengono dritti dagli anni ’80 (Byron Stingily, Derrick Carter), episodi tribaleggianti (l’ipnotico remix di Melodia Del Viento della coppia Ricardo Villalobos/Max Loderbauer, già avvistato nel 2014), tagli minimal (Cobblestone Jazz), immersioni disco (Vanessa McMillan), garage noughties (Club Artists United), divertenti funky groove (Hauke Freer), fendenti deep (Session Victims), tastieroni, mirrorball e chi più ne ha più ne metta.

Se volete muovere le gambe o farvi un cocktail a bordo pista, ce n’è per tutti i gusti, e questo è quanto, senza build-up rimarchevoli o particolari tecniche di missaggio, tanto che è difficile immaginare questo ascolto al di fuori del suo abituale contesto di fruizione.

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