Recensioni

6.7

Mettere in musica uno scatolone umano che corre velocissimo come Santiago Silva, la favola romantica dei calciatori-operai del Leicester di Ranieri, l’amore urlato da Batistuta in una finale di Supercoppa, l’acrobatico René Higuita, l’antifascimo dei tifosi del St. Pauli: quello dei fiorentini Sex Pizzul è un esordio che ha tante declinazioni, una passione senza filtri né tessere o abbonamenti per il pallone vecchio stampo e la voglia di giocare a invertire le prospettive, sporcandosi le mani come se fossimo in un campetto di provincia, per puro divertimento.

A partire dal nome del power trio, si intuisce da subito la volontà di tornare a fare propri due mondi (il punk dei Sex Pistols e il calcio con tutte le partite alla domenica di Bruno Pizzul) unendoli in un mash-up significativo, dinamico e determinato che porta a strade imprevedibili. Nascono così queste otto tracce di post-punk acido, urgente e febbrile, che urla tutta la sua decontestualizzazione (El tanque) con ritmiche che lambiscono il funk mischiandosi a sonorità math. I synth puntellati di Go Foxes aprono la strada ad una deviazione wave che si concretizza ancor più nell’omaggio lo-fi al film di Polanski in The Fearless Vampires FC, mentre le chitarre si tingono di colori psych-rock nel climax disperato di Irina te amo, prima di riunirsi ai synth in un gioco di contrappunti. La storia immaginata nell’hip hop fuso a un intreccio prog di Flying Scorpio e la tessitura lenta di synth in St. Pauli sono alcuni dei momenti più militanti e seriosi del disco, mentre in Soccer Brawl, e ancor più in Stadium, i tre tornano a cazzeggiare amabilmente, unendo insieme un videogioco dei primi anni ’90 e i Kraftwerk, la sigla di “Domenica Sprint” e i King Crimson.

Lo si fa per divertirsi – ma neanche troppo – e Pedate, nella sua piacevole leggerezza, nella sua irrequieta necessità di unire Goblin e Second Edition, si sporca le mani accostando in poco più di una mezz’ora ossessioni, suoni e influenze alla febbrile ricerca di un pallone giocabile. Una prima stagione più che convincente, insomma, che potrebbe aprire la strada a un felice percorso in grado di confrontarsi magari anche con altri mondi, facendo tesoro di esperienze “similari” come ad esempio i Calibro 35.

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