• Giu
    01
    2011

Album

Sub Pop

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Dietro il moniker Shabazz Palaces si nasconde Palaceer Lazaro aka Butterfly, ex-rapper del trio hip hop newyorkese Digable Planets, autori di buone cose a metà degli anni Novanta. Sulla sua nuova incarnazione musicale, tuttavia, sappiamo molto poco: il tizio gioca sull'anonimato, suo e dei suoi collaboratori, e non esistono né un Myspace ufficiale né una pagina su Wikipedia. Fin dal primo ascolto, però, si capisce subito di non essere di fronte al solito trucchetto mediatico iper-sgamabile.

Black Up è infatti un disco sostanzioso, di quelli che non ti lasciano indifferente. Siamo di fronte ad una sorta di abstract hip hop deviato ed imprevedibile, più simile ai progetti laterali del grande Kool Keith che al rap indie-rockizzato di cLOUDDEAD e Subtle. Il suono è oscuro e maniacale, i pochi punti di riferimento sovente si sgretolano su se stessi e lasciano l'ascoltatore attonito. In alcuni passaggi sembra addirittura di ascoltare The No Music dei Themselves, uno degli album più belli e sottovalutati dell'epopea out-hip hop degli anni Zero, con un DoseOne in formissima. Il rischio, come spesso accade in progetti come questo, è di scadere nel pretenzioso, e in effetti basta leggere titoli come Endeavors for Never (The last time we spoke you said you were not here. I saw you though, A treatease dedicated to The Avian Airess from North East Nubis (1000 questions, 1 answer) o Swerve… The reeping of all that is worthwhile (Noir not withstanding) per rendersene conto. Detto questo, il contenuto è invece molto interessante. The King's new clothes were made by his own hands si srotola sicura sopra un drumming inceppato ed un sample dal piglio oldie; Yeah you è una sorta di spoken word spaziale su appigli post-bop; An echo from the hosts that profess infinitum è dirty south ai tempi del colera; e il resto non è da meno, sempre molto cerebrale, ostico, deviato, ma in fondo – e vivaddio – avvincente.

Da tenere d'orecchio, e, di tanto in tanto, riascoltare. Potrebbe rivelarsi una vera sorpresa, un disco che cresce – anche sensibilmente – con gli ascolti, scoprendo ogni volta nuove sfumature delle e nelle sue stratificazioni.

30 Giugno 2011
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